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Viterbo, ex manager Acea per salvare la Talete. Biagio Eramo nuovo amministratore

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Si chiama Biagio Eramo, è un ingegnere idraulico di 61 anni, già dirigente Acea e manager Ama, il nuovo amministratore unico di Talete. L’assemblea dei soci lo ha nominato ieri pomeriggio, 24 febbraio, quasi all’unanimità - unico contrario il sindaco di Bomarzo - al termine di una febbrile giornata di trattative tra e dentro gli schieramenti, nel corso della quale si è arrivati vicinissimi alla rottura. In particolare nella tarda mattina, quando, al momento della scelta dirimente tra amministratore unico – soluzione tecnica caldeggiata più di tutti dal sindaco di Viterbo e primo azionista di Talete Giovanni Arena – e nuovo cda, il primo cittadino di Tarquinia, il leghista Alessandro Giulivi, spalleggiato dal senatore Umberto Fusco, aveva espresso parere contrario alla prima opzione. Non tanto nel merito quanto per il metodo seguito, quello delle riunioni carbonare tra Pd e Forza Italia all’insaputa degli altri. Fino all’inizio dell’assemblea, infatti, nessuno dei sindaci chiamati a scegliere la nuova governance dell’azienda idrica era a conoscenza della terna di nomi in lizza: i famosi curriculum, arrivati non si sa bene come, all’attenzione del comitato ristretto, composto, oltre che da Arena, dai sindaci di Vetralla, Bassano Romano e Bomarzo. Quest’ultimo, Marco Perniconi, è stato poi l’unico a votare contro perché contrario alla scelta dell’amministratore unico.

 

Oltre a Biagio Eramo, gli altri due nomi vagliati dal comitato erano quelli di Michela Ticciati, responsabile tecnica dell’Acquedotto del Fiora, e dell’architetto Sergio Rossi. Alla fine il nome proposto e votato all’unanimità dall’assemblea è stato quello dell’ingegnere civile romano, che vanta un sontuoso curriculum, in particolare alla guida dei colossi capitolini dell’energia e dei rifiuti. In Acea è stato direttore generale e direttore sviluppo e progetti speciali. Di Ama è stato amministratore delegato dal 2006 al 2008, ricoprendo incarichi inoltre in Acque Blu Fiorentina spa, Acque Blu Arno Basso spa e Ombrone spa. Il suo nome appare anche come consulente sul sito del ministero dei trasporti. 

 

Una scelta, quella di Eramo, che alla fine ha messo tutti d’accordo. Anche i più riottosi leghisti: “Il problema non era la scelta dell’amministratore unico – spiega il senatore leghista Umberto Fusco – ma il fatto che ancora ieri mattina quasi nessuno ne conoscesse il nome. Io non sono assolutamente il signornò ma è solo grazie alla nostra impuntatura che c’è stata un po’ chiarezza. E’ una questione di rispetto, dei sindaci che devono votare prima di tutto, i quali non possono accettare nomi a scatola chiusa. Ora è arrivato il momento di un cambio di passo”.
Si volta pagina anche per Massimo Giampieri, responsabile provinciale di FdI: “In una società pesantemente compromessa come Talete, con un Ato debole come quello viterbese e con una Regione che si è ormai defilata, serviva un manager con un curriculum pesante”. Anche per il sindaco di Acquapendente, il dem Angelo Ghinassi, quella di un unica figura tecnica e non politica è stata la scelta migliore: “Da tempo – dice – sostengo che una società come Talete, e con i problemi di Talete, debba essere guidata da un manager a tempo pieno, e quindi stipendiato come tale. Il vero problema di questa azienda, che potrebbe tranquillamente generare utili, è sempre stato nella gestione. Dal nuovo amministratore ci aspettiamo prima di tutto che ristabilisca un rapporto di fiducia con l’utenza”. Ma il primo passo di Eramo sarà, entro dieci giorni dall’insediamento, convocare una nuova assemblea dei soci per dare corso alla due diligence, secondo quanto previsto dall’ordine del giorno fatto inserire nella riunione di ieri da Arena: “Dal nuovo manager ci aspettiamo un piano economico solido, che preveda una razionalizzazione dei costi e anche una soluzione alternativa - dice il sindaco di Viterbo - come la miscelazione delle acque, ai costosi dearsenificatori. Solo di fronte a delle prospettive di rilancio chiare poi si potrà tornare a ragionare su un eventuale aumento delle tariffe”.