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Viterbo, superbonus 110%. La Lega di Acquapendente: "Costi burocratici elevati"

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Acquapendente, il bonus edilizio 110% non deve illudere i cittadini e le piccole imprese. Che pensano a un’opportunità, quando invece ci sono dei costi che sono dei veri e propri tranelli. È questo il senso dell'intervento del coordinamento Lega Acquapendente. Un monito per quei cittadini che rischiano “di essere illusi”, e pensano che sia facile e indolore ottenere il contributo.

 


 

“Da una parte si illudono i cittadini, mentre dall’altra si rimpinguano le casse del Comune - spiega il coordinatore salviniano Alessandro Brenci -. Abbastanza controverso il meccanismo di questo bonus, se vogliamo continuare a definirlo tale. Recentemente il Comune di Acquapendente ha istituito un ufficio che dovrebbe agevolare cittadini, imprese e tecnici nell’usufruire del bonus 110%, previsto nel decreto Rilancio del governo uscente per far ripartire il settore edilizio e le attività a esso connesse. Ma dietro a questo bonus si nascondono dei tranelli che non vanno a premiare o facilitare l’iniziativa di cittadini o aziende, bensì ad arricchire le casse dell’amministrazione comunale”.

 

La Lega aquesiana snocciola una serie di costi e di incombenze alle quali chi chiede il bonus deve sottostare: “Basta infatti confrontare i costi dei diritti di segreteria pubblicati qualche giorno fa con quelli degli anni precedenti – precisa Brenci -. Le tariffe sono aumentate in modo esorbitante: alcune sono raddoppiate, come l’attestazione zona non metanizzata che passa da 15 a 30 euro, e l’autorizzazione per l’allaccio delle pubbliche fognature”.
Gli incrementi di costi burocratici non finiscono qui. “L’elenco è molto corposo e menzionarle tutte richiederebbe troppo tempo – prosegue la Lega -. Ma ciò che rappresenta la pietra dello scandalo è il costo della comunicazione dell’inizio dei lavori asseverata, che costa 75 euro, oppure la richiesta di atti (da 30 a 50 euro) che fino all’adozione del provvedimento della giunta erano gratuite. Per non parlare delle fotocopie degli atti che da 8 centesimi sono state portate a 25 centesimi l’una, quasi due volte il prezzo di una cartolibreria. Che dire, poi, dell’aumento da 0 a 30 euro dell'idoneità alloggiativa?”.
Insomma, per il coordinamento cittadino del partito salviniano, “il cittadino è costretto a sostenere tali spese pur rischiando di non poter usufruire del bonus edilizio 110%”.