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Viterbo Covid, buoni spesa inutilizzati per 630 mila euro

Massimiliano Conti
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A fronte di un aumento del 30% dei viterbesi in difficoltà economica che si rivolgono ai servizi sociali, restano inutilizzati i 630 mila euro destinati da governo e Regione al Comune di Viterbo per rifinanziare la misura dei buoni spesa. Il 9 febbraio è stato pubblicato sul sito del Comune l’elenco dei beneficiari del bando comunale, ma dell’avviso per i buoni finanziati con fondi statali e regionali non c’è traccia. A sollevare il caso è la consigliera del Pd Luisa Ciambella, che già sotto Natale aveva denunciato il ritardo nell’impiego delle somme in questione da parte dell’amministrazione, che deve ancora finire di spendere i 200 mila euro stanziati allo stesso scopo con fondi propri di bilancio.

“Da Natale siamo arrivati quasi a Pasqua e ancora niente”, afferma l'ex vicesindaca, secondo cui con i soldi in più si sarebbe potuta estendere la platea dei beneficiari. Da parte sua, l’assessora ai servizi sociali Antonella Sberna parla di critiche ingenerose: “Detto che non abbiamo ricevuto rimostranze dai cittadini, l’essere intervenuti con fondi propri è un titolo di merito per il Comune. Prima di utilizzare i fondi del governo, che non scadono, e quelli regionali, per la rendicontazione dei quali ci sono 90 giorni di tempo dalla fine dell’emergenza, vogliamo esaurire i nostri. Abbiamo ancora disponibili 110 mila euro, per i quali abbiamo da poco pubblicato un nuovo bando”.

 

Per Ciambella quella del Comune è invece una scelta inspiegabile. L’obiettivo dei fondi stanziati dal governo (416 mila euro) e dalla Regione (220 mila), sottolinea l’esponente dem, era di dare una risposta concreta e tempestiva alle persone in difficoltà: “Quando feci notare il problema, il sindaco rispose che il Comune avrebbe attivato la procedura non appena ultimata l’assegnazione dei buoni finanziati direttamente dall’amministrazione, così da non creare sovrapposizioni. Vista l’emergenza, con i soldi in più si poteva benissimo estendere la platea dei beneficiari o, in alternativa, incrementare il contributo a chi ne aveva bisogno. Con le nuove procedure informatizzate per la presentazione delle domande, gli uffici non avrebbero avuto problemi a gestire le pratiche. Presi atto della decisione. Ora però l’attesa si sta prolungando un po’ troppo”. La Regione, ricorda inoltre Ciambella, aveva dato la possibilità di coinvolgere nella distribuzione degli aiuti i soggetti che contro la povertà operano già sul campo, come l’emporio solidale: “L’amministrazione ha fatto qualche passo in questa direzione?”, chiede ora. Oggi intanto l’assessora riunirà il tavolo della povertà con i rappresentanti del terzo settore proprio per valutare l’efficacia del bando comunale: “Con i 630 mila euro del governo e della Regione - conclude Sberna - avremo risorse per tutte il 2021, considerato che siamo ancora in piena emergenza, sia sanitaria che economica”.