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Viterbo, superbonus 110%. Due edifici su dieci hanno più di un secolo di vita

Massimiliano Conti
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Il 20% delle abitazioni della Tuscia ha più di un secolo di vita. E’ quanto emerge da una recente indagine Eurostat sul patrimonio edilizio europeo rielaborata dal sito del Sole 24 Ore. Si tratta di dati significativi anche per misurare l’impatto che potrebbe avere il superbonus al 110%, finalizzato all’efficientamento energetico degli edifici e a rilanciare un settore stagnante come quello delle costruzioni.
In provincia di Viterbo, su un totale di 151 mila abitazioni censite, quelle costruite prima del 1919 sono 30.970, la fetta maggiore in termini percentuali. Il dato si presta a una duplice lettura: da un lato positiva, perché la presenza di edifici antichi va messa in relazione ai tanti borghi medievali che fanno della Tuscia un territorio turisticamente attraente; dall’altro negativa perché l’età degli edifici comporta problemi dal punto di vista della stabilità strutturale, del rischio sismico, della dispersione energetica e degli alti costi in termini di manutenzione.

In questo senso gli incentivi previsti nel superbonus fiscale, non ancora decollato, possono rappresentare una grande opportunità per riammodernare un patrimonio abitativo vecchio e spesso ammalorato (vedi i tanti intonaci cadenti o pericolanti). 

 

Un’occhiata ai colori della mappa pubblicata dal Sole 24 Ore in base dei dati Eurostat dà subito l'idea di quali siano le province italiane con il patrimonio abitativo più vecchio. Nel Lazio il primato spetta a Viterbo e Rieti, mentre in provincia di Roma, nonostante l'immenso patrimonio storico-architettonico della città eterna, le abitazioni costruite prima del 1919 sono solo 95.139 su un totale di quasi 2 milioni di edifici (1 milione e 937 mila per l’esattezza): meno del 5%. La percentuale maggiore, pari al 22%, è rappresentata dalle abitazioni costruite nel periodo 1961-1970, ovvero gli anni ruggenti della speculazione edilizia e della crescita delle periferie. Gli edifici costruiti nello stesso periodo nella Tuscia sono 25.872, il 17% del totale. Gli anni delle grandi colate di cemento a Viterbo sono stati invece i Settanta: dal 1971 al 1980 sono stati costruiti 30.948 edifici. Quelli realizzati tra il 1946 e il 1960 erano stati 19.256. La decrescita edilizia a Viterbo e provincia è iniziata a partire dal 1980: 22.568 le nuove case realizzate dal 1981 al 1990, 14.810 nel decennio successivo, 13.852 dal 2001 a oggi. Il futuro dell’edilizia, da sempre spina dorsale dell’economia viterbese, non è nelle nuove costruzioni ma nella rigenerazione di quelle esistenti, come sostengono gli stessi costruttori dell’Ance. E in questo senso lo strumento principale per agire, insieme al superbonus, è proprio quella delibera sulla rigenerazione urbana recentemente approvata dal Comune di Viterbo.