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Viterbo, minacce a ristoratore. I fratelli Rebeshi a processo per estorsione aggravata dal metodo mafioso

Valeria Terranova
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Al via il processo a carico dei due fratelli albanesi David e Ismail Rebeshi, rappresentati dall’avvocato Roberto Afeltra, che hanno scelto di essere giudicati con rito ordinario a Viterbo a seguito del rinvio a giudizio disposto dal gup del Tribunale di Roma per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Ieri, 19 febbraio, durante l’udienza di ammissione prove tenutasi in carcere, solo una delle due vittime si è costituita parte civile nel procedimento.

Si tratta di un ristoratore cinquantenne residente nella Tuscia, il quale circa due anni fa, insieme a un altro imprenditore, titolare di una auto concessionaria, sarebbe stato vittima di estorsione da parte di David Rebeshi e tre connazionali, impegnati a fare cassa con l’obiettivo di sostenere e fare fronte alle spese legali del boss Ismail Rebeshi già detenuto in regime di 41 bis, ma che secondo l’accusa avrebbe continuato a gestire i propri interessi anche dalla casa circondariale di Cuneo.

Dunque, Rebeshi jr sarebbe l’esecutore materiale mentre il fratello maggiore sarebbe ritenuto il mandante delle azioni illecite poste in essere con l’aiuto dei complici. Il dibattimento verterà, da quanto si apprende, sul presunto coinvolgimento della parte offesa in una compravendita di un’autovettura. A questo proposito la pubblica accusa ha riferito che il reato di estorsione sussisterebbe, in quanto l’imprenditore sarebbe stato estraneo alla trattativa della vendita del mezzo.

Di tutt’altro avviso invece la difesa degli imputati che sostiene, al contrario, che l’imprenditore fosse coinvolto nell’affare ed è determinata a dimostrarlo nel dibattimento.  Il terzetto di complici, composto da Must Lleshi, FIavio Hysa e Alban Kacorri, anche loro albanesi, membri della banda manovrata da Ismail Rebeshi, è stato condannato lo scorso novembre dal Tribunale capitolino a 9 anni e 4 mesi di carcere con lo sconto di un terzo della pena per via del rito abbreviato. Al termine dell’udienza, il collegio ha calendarizzato le prossime sedute che si terranno nei mesi di giugno e luglio.