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Viterbo, indigenti aumentati del 30% in un anno

Daniela Venanzi
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Se c’è un’area amministrativa che non conosce sosta a Viterbo, è quella dei servizi sociali. Con una utenza di nuovi indigenti più che triplicata nell’anno del Covid, il lavoro da portare avanti si è, in proporzione, elevato all’ennesima potenza. Ed è Antonella Sberna, assessore ai Servizi sociali, ad essere sempre in prima linea su questo fronte. Lei che, seppure nelle difficoltà di coordinare la programmazione, cerca di dare risposte che arrivino dritte al cuore di un difficile vivere quotidiano: “Alla fine, le parole servono a poco - spiega - la gente fa fatica ad andare avanti e ha bisogno che gli si mettano di fronte soluzioni pratiche e immediate”. 
 

Si parla di un 30% in più di nuovi poveri, qual è il loro identikit? 
“E’ triste constatare come questo virus anche a Viterbo abbia travolto i nostri concittadini che mai, in altri tempi, avrebbero immaginato di trovarsi nella condizione di chiedere aiuto. Mi riferisco per esempio ad artigiani e liberi professionisti. Un rovesciamento della realtà impensabile fino a qualche tempo fa. Non è facile chiedere aiuto e anche il sostegno morale con l’adeguato ascolto è una parte fondamentale del nostro impegno. La dignità delle persone va sempre preservata”. 


 

Lei, con i suoi collaboratori, ha fatto molto in questi anni di amministrazione per la povertà, anche quella estrema.
“Sì, l’impegno è stato costante e presente da subito, ad oggi siamo arrivati a sfruttare un finanziamento ministeriale di 150 mila euro per un piano ad hoc già attivo, pensato per chi non ha nemmeno un tetto sotto il quale dormire o un pasto da mangiare”. 
 

In cosa consiste? 
“Intanto nel coinvolgimento del comando di polizia locale, della Croce rossa, della Protezione civile e della varie associazioni del terzo settore, tutte messe in rete e senza le quali sarebbe stato impossibile operare. Poi con una struttura locale che mette a disposizione dei posti letto per interventi primari, come la sistemazione notturna. Infine con la realizzazione dei kit di emergenza che contengono sacchi a pelo e coperte”.

Per gli altri soggetti?
“In questo caso l’emergenza può essere temporanea e comunque siamo sempre efficienti con aiuti di varia natura. Il Comune ha messo a disposizione ben 200 mila euro di risorse proprie, poi ci sono stati i fondi destinati alla didattica a distanza, quelli per le famiglie con più di tre figli. ll sostegno per gli affitti. Solo per gli aiuti alimentari abbiamo ricevuto ben seimila domande. Le formule a disposizione per il supporto economico sono davvero tante”. 

Ma per accedervi? 
“Bisogna essere in possesso di specifici requisiti e non superare certi redditi. La partecipazione avviene attraverso bandi pubblici. Per le urgenze si può fare richiesta al servizio sociale attraverso il segretariato che dopo un colloquio approfondito stabilirà se ci sono i presupposti, poi si prosegue con le tipologie di intervento possibili. Un lavoro difficile ma necessario e noi siamo sempre stati presenti, anche grazie alla sensibilità del sindaco Arena che in nessun caso ha fatto mancare il suo appoggio. Anche nel periodo di chiusura totale non abbiamo nemmeno per un giorno abbandonato chi ne aveva la necessità. Oggi più che mai dare sostegno alle persone che soffrono è un imperativo categorico. Questo è la nostra missione e questo facciamo”.