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Viterbo, assenteismo alla casa della salute di Orte. A processo tre medici e due tecnici

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Assenteismo alla casa della salute di Orte: in cinque sono stati rinviati a giudizio al termine dell’udienza di ieri davanti al gup Rita Cialoni. Si tratta di due tecnici e tre medici, dipendenti della Asl, i quali, secondo le ipotesi della Procura, tra il 2017 e il 2018 sarebbero stati beccati mentre erano al bar o a fare la spesa durante l’orario di lavoro e dopo aver timbrato il badge e dunque senza segnalare la propria assenza.

 

Secondo l’avvocato Giuseppe Picchiarelli, che difende tre degli indagati, per quanto riguarda la truffa aggravata ai danni dello Stato, nel momento in cui si timbra il cartellino ma in realtà si è altrove, la Cassazione nel tempo ha chiarito che il danno sia solo economico anche se relativo alla compromissione dell’efficienza dell’erogazione del servizio, in quanto è l’azienda a subire un disservizio. La tesi difensiva proposta dal legale ha puntato su questo aspetto, presentando un documento della Asl risalente al 2015, secondo il quale in determinati giorni della settimana non dovevano essere eseguiti alcuni esami. Dunque, stando al parere del legale, ribadito in sede di discussione, non ci sarebbe nessun danno per l’ente. 

 


“L’assenza o la presenza dei dipendenti in quei giorni sarebbe stata ininfluente e irrilevante - ha spiegato l’avvocato Picchiarelli al termine della seduta -. Al posto loro avrebbe dovuto esserci chi ha permesso che ci fossero dipendenti pagati full time a cui veniva impedito tra l’altro di svolgere il proprio lavoro”. La prossima udienza è stata fissata il 13 aprile del 2022. Per la Procura il materiale raccolto dopo le attività di pedinamento e osservazione portate avanti per diverse settimane dalla polizia giudiziaria è sufficiente per configurare le ipotesi a carico dei cinque che si sarebbero assentati dal posto di lavoro senza segnalare la loro assenza. Insomma avevano timbrato, ma erano altrove. Nel corso delle indagini gli indagati si sono difesi sottolineando la tenuità delle contestazioni e inoltre a una serie di assenze contestate dagli inquirenti avrebbero delle giustificazioni più che valide.