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Viterbo, varianti Covid. Le scuole di Orte lasciano a casa gli studenti umbri

Alessio De Parri
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Il Comune e la dirigenza dell’Istituto omnicomprensivo di Orte hanno deciso di attivare la didattica a distanza per gli studenti provenienti dai centri vicini in provincia di Terni che ogni giorno arrivano in paese per andare a scuola. E’ lo stesso sindaco, Angelo Giuliani, a spiegare la motivazione di questo provvedimento, preso soprattutto per evitare il rischio di una diffusione delle varianti del Covid nel paese della Teverina. “Stiamo cercando di attivarci in tutti i modi sul piano della prevenzione - spiega - e proprio per evitare qualsiasi rischio si è deciso di lasciare a casa, con la didattica a distanza, i ragazzi provenienti dai comuni della provincia di Terni che frequentano gli istituti superiori cittadini. D’altra parte a Orte c’è il polo scolastico più grande della provincia e io, in qualità di sindaco, devo attivarmi in prima persona per scongiurare qualsiasi pericolo”.

E per proteggersi meglio dalle varianti del Covid ieri, 15 febbraio,  il presidente dell’Anp regionale, Mario Rusconi, in una lettera inviata ai presidi delle scuole laziali ha raccomandato “di valutare l’utilizzo per docenti e studenti della doppia mascherina, facendo riferimento alla struttura commissariale dell’emergenza, con l’obiettivo di limitare ulteriormente i rischi e assicurare le lezioni in presenza nella massima sicurezza”. Nella lettera si cita uno studio americano che avrebbe dimostrato una riduzione della trasmissibilità fino al 96,5 per cento.

 

La variante inglese del virus, come ricordato dall’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, “finora interessa circa un 18 per cento di popolazione del Lazio. E’ una corsa contro il tempo, ecco perché è importante avere le giuste dosi di tutti i vaccini, sia quelli approvati che quelli in arrivo di cui chiediamo che vengano fatte velocemente le opportune verifiche degli standard di qualità. E’ importante anche alla luce degli studi che possano essere riviste da Aifa le raccomandazioni sul vaccino Astrazeneca, consentendo anche una somministrazione fino ai 65 anni”.