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Viterbo, edilizia ferma. Inutilizzabile l'ecobonus 110%

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A distanza di quasi tre mesi dalla bocciatura del Piano territoriale paesaggistico regionale del Lazio da parte della Corte costituzionale, in metà dei comuni del Viterbese l’edilizia è praticamente alla paralisi. A lanciare l’allarme sono i professionisti ma anche le forze politiche del centrodestra, secondo le quali la Regione Lazio, in questo lasso di tempo, non ha prodotto alcun chiarimento, “se non le famose e dannose regole di salvaguardia a cui gli uffici tecnici comunali devono attenersi”. Regole, sottolinea il commissario provinciale di Forza Italia, Andrea Di Sorte, che hanno fatto piombare i Comuni coinvolti dal vincolo paesaggistico nel buio più totale. 

 

Tra questi c’è ovviamente il capoluogo (con le zone della Quercia e di viale Trieste), e l’assessore all’Urbanistica Claudio Ubertini conferma: “In attesa che la Regione Lazio riprenda in mano al situazione, siamo nella confusione più totale”. Era il 17 novembre scorso quando la Consulta depositava la sentenza di bocciatura del Ptpr, ovvero il principale strumento di pianificazione urbanistica regionale, al quale devono uniformarsi i piani regolatori comunali. Per i giudici della Corte costituzionale le Regioni non possono fare da sole ma devono coinvolgere il Mibact nella pianificazione. Nel Lazio questo confronto è mancato. Risultato: si è tornati ai vecchi vincoli, con imprese, professionisti e cittadini che si trovano ora nella più totale incertezza “e nell’impossibilità di programmare interventi senza esporsi al rischio di veder vanificato il proprio lavoro”, come sottolineano in una nota Gianluca Grancini e Filippo Ranocchiari, rispettivamente consigliere provinciale e responsabile dipartimento professione di FdI.

 

 

Dal canto suo, la federazione degli Ordini degli architetti del Lazio chiede alla Regione di prorogare l’efficacia del Ptpr adottato, “consentendo l’applicazione della disciplina urbanistica in vigore durante il lungo periodo di adozione del piano”. In questo modo, secondo gli architetti, si offrirebbe “una via di uscita all’incertezza normativa e alla confusione procedurale”. Nella proposta presentata all’amministrazione Zingaretti, e in particolare all’assessorato alle politiche abitative, la federazione mette in luce le forti criticità del quadro attuale, “che rischia di inibire qualsiasi attività edilizia nelle aree sottoposte a vincolo”. 

Con le attuali regole, fa notare Andrea Di Sorte, vicesindaco di Bolsena e commissario provinciale di Forza Italia, in 30 comuni della Tuscia, tra cui quelli della costa tirrenica, dei laghi di Bolsena e Vico, una parte del Comune di Viterbo e di Civita Castellana, “si possono oggi presentare pratiche edilizie soltanto per interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, escludendo, di fatto, le ristrutturazioni e i cambi di destinazione d’uso: niente econobonus, sismabonus o superbonus 110%”. Bloccate anche numerose pratiche presentate prima del 17 novembre. “In questi territori - conclude Di Sorte - l’edilizia è totalmente ferma: fermi i progetti di numerose famiglie, paralizzati gli uffici tecnici comunali che stanno correndo il rischio di beccarsi delle denunce per la decorrenza dei termini di risposta. Qualcuno batta un colpo”.