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Viterbo, incendiò il chiosco di fiori dell'amica della sua ex. Sessantenne a processo

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È ripreso ieri, 11 febbraio,  il processo nei confronti di un 60enne originario di Tolfa, sui cui pesa l’accusa di aver appiccato il fuoco a un chioschetto di fiori nei pressi del cimitero di Oriolo Romano.  I fatti risalgono al 20 settembre del 2014, intorno all’ora di pranzo, quando le fiamme divorarono la piccola attività. Ieri ha testimoniato il capopattuglia di una squadra dei vigili del fuoco di Bracciano, che per primi intervennero per domare l’incendio. “Quando siamo arrivati intorno alle 13.30 abbiamo effettuato le operazioni di spegnimento e il fabbricato in legno era quasi totalmente distrutto – ha riferito il pompiere -. Poi sono sopraggiunti i colleghi che avevano la competenza sul territorio e ci siamo dati il cambio, perché nel frattempo ci è arrivata un’altra segnalazione proveniente dalla nostra zona”.


Stando alle ipotesi investigative, l’uomo si sarebbe voluto vendicare nei confronti della fioraia, in quanto la riterrebbe responsabile della fine della relazione tra lui e la ex amante, la quale avrebbe preso la decisione di interrompere la storia extraconiugale su consiglio dell’amica. La fioraia, infatti, sarebbe stata più volte minacciata dall’imputato anche davanti ad altre persone. Tornando a casa dopo aver chiuso il negozio, fu lei stessa a notare nelle vicinanze l’autovettura dell’uomo e di lì a poco venne raggiunta dalla telefonata dei carabinieri, i quali la informarono che il locale stava andando a fuoco. 

Nel corso delle perquisizioni, gli inquirenti rinvennero delle taniche di benzina e degli accendini all’interno della macchina del 60enne, che dopo poche ore venne fermato e ristretto presso il carcere di Civitavecchia.  Altri testimoni, nelle udienze che si sono succedute, hanno riferito che il 60enne si trovava in macchina con un’altra persona vestita di nero, ma non hanno saputo riferire se si trattasse di un uomo o di una donna. I danni provocati dal rogo si aggirano intorno ai 70 mila euro.  Durante la prossima udienza, prevista per il 17 giugno, verranno interrogati altri 4 testimoni della difesa e un teste della parte civile.