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Viterbo, ristoranti chiusi. L'appello di Paolo Bianchini: "Fateci riaprire a cena"

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Benino la riapertura parziale parziale per il pranzo, ma i ristoratori chiedono di poter lavorare a cena. E non capiscono perché nel pomeriggio il contagio sarebbe inferiore a quello serale. Da qualche giorno, a Viterbo e nel Lazio si è tornati in zona gialla, che significa qualche allentamento dei vincoli alla libertà: i pubblici esercizi, bar e ristoranti davanti a tutti, sono tra quelli che più di altri hanno sofferto la chiusura totale o parziale delle attività. I ristori non hanno che coperto in piccola parte la mancanza di incassi. 

 


 

“Ho perso 280 mila euro di fatturato e mi hanno dato 30 mila euro di ristori”, dice con forza Paolo Bianchini, ristoratore a Viterbo. Bianchini da qualche mese si è tolto i panni da consigliere comunale di Fratelli d'Italia per mettersi quelli di sindacalista dei ristoratori. Infatti, in qualità di presidente di Mio Italia, Movimento imprese ospitalità, sta facendo una battaglia per difendere le ragioni della categoria. “La questione è semplicissima: tenere aperto a pranzo è una finta risoluzione del problema, in quanto a Viterbo l’80 per cento degli incassi li facciamo a cena”.  Bianchini è però ottimista: “Sembra che dopo mesi di battaglie – prosegue – la politica si sia accorta che non c'è differenza nella diffusione del virus tra pranzo e cena. Quindi, i partiti in modo trasversale stanno insistendo sulla riapertura serale dei ristoranti”.  Poi va oltre: “Viterbo, che non vive di turismo come altre città italiane, e comunque in un periodo in cui il turismo è ridotto ai minimi termini, non può permettersi di non lavorare a cena per un lungo periodo. Non riusciamo a coprire i costi aziendali con i soli guadagni del pranzo”

 

 

Anche altri rappresentanti di categoria sono sulla stessa lunghezza d’onda di Bianchini: “Nel fine settimana, la riapertura parziale dei ristoranti è stata positiva”, spiega Vincenzo Peparello, presidente della Confesercenti Viterbo. Il quale sottolinea come “ci sia ancora una situazione di incertezza che pesa in modo negativo”. Infatti, gli operatori devono programmare e in queste condizioni non possono farlo: “La primavera incombe – riprende Peparello – e in quella stagione si incassa quasi un terzo del totale della stagione”.  Il discorso si allarga alle vaccinazioni: “Tutto il personale del settore dell’accoglienza deve essere vaccinato al più presto. A livello nazionale la Confesercenti ha incontrato il Comitato tecnico scientifico, e in quella sede ha insistito molto su questo aspetto”.  Anche Confimprese Viterbo è in prima linea: “Speriamo che ci sia l’apertura anche la sera – afferma un moderato ottimista Giancarlo Bandini -. I ristori a Viterbo sono arrivati, almeno a detta degli associati che abbiamo contattato. E anche i contributi comunali stanno arrivando: il Comune ha fatto la sua parte. Ma ora serve una riapertura completa”.