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Viterbo, Giulio Marini: "Alcuni assessori dovrebbero dimettersi"

Evandro Ceccarelli
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Crisi risolta, dice il sindaco Giovanni Arena. Nel senso che - in ciò ha ragione - l’amministrazione continuerà ad andare avanti altri due anni perché nessuno ha voglia di levare le tende. I problemi però restano e dietro il silenzio calato dopo gli incontri con Lega e FdI si nascondono carboni non accesi, di più. Non lo nasconde Giulio Marini (FI), da molti indicato come una sorta di ingombrante sindaco ombra, al cui eccessivo protagonismo andrebbero ricondotti i malumori degli alleati: “Si sappia: non ho nessuna intenzione di rinunciare al mio ruolo di indirizzo e di controllo che mi deriva dall’essere consigliere. Nessuno mi può dire ciò che devo o non devo fare”.

Ma è vero che lei fa il bello e il cattivo tempo, mettendo bocca, ad esempio, anche negli assessorati delle altre forze politiche?

Falso, non mi sono mai intromesso, ma ripeto: non rinuncio ad esercitare il mio ruolo. Il punto è che l’amministrazione non funziona: è sotto gli occhi di tutti e lo ha detto anche il sindaco. Per questo, cerco di dare una mano, e d’altra parte c’è in ballo anche la mia immagine. Se ci sono degli incapaci, mica è colpa mia. Io cerco solo di colmare le loro lacune”.

Ci sono degli incapaci in amministrazione?

“Mi sembra evidente. Al riguardo, c’è un sentire comune, ma io sono anche in grado di dimostrarlo”.

Ma non sarà anche un po’ colpa della macchina amministrativa, della mancanza di personale?

“Le scelte le fa la politica e la colpa è sempre della politica. Io non la scarico mai sugli uffici. Non si possono addossare le proprie inefficienze agli altri”.

Si dice che ci sarebbero assessori che vanno poco in Comune. E’ vero?

“Non solo. Ci stanno poco e ci stanno male. Non sono adatti a dare indirizzi”.

Che succederà adesso?

“Niente. Si va avanti così. Per quello che mi riguarda, una cosa la voglio però ribadire: ci sono solo due condizioni per le quali rinuncerò ad esercitare il mio mandato: o che il sindaco si dimette, e quindi andiamo tutti a casa, o che io passi a miglior vita”.

Sembra di capire che non c’è speranza.

“Finché c’è gente che si piange addosso è ovvio che non c’è speranza. Mi chiedo: ma se non sono capaci a fare gli assessori, perché non si dimettono? Via, se ne andassero e festa finita. La verità è che il livello della politica è sempre più basso. Ecco le conseguenze".