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Viterbo, niente resa dei conti per Talete. Per ora negata la due diligence

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Viterbo, niente “resa dei conti” nell’assemblea dei soci di Talete convocata per il 15 febbraio. Dove per resa dei conti si intende la due diligence prevista nell’ordine del giorno votato a maggioranza dal Consiglio la scorsa settimana. L’affidamento del controllo dei conti dell’azienda a una società esterna di comprovata esperienza non appare infatti nell’ordine del giorno della riunione, che il dimissionario presidente Bossola ha convocato per lunedì. La circostanza non è sfuggita alla consigliera del Pd Luisa Ciambella, che maredì 9 febbraio, durante il Consiglio dedicato alla partecipata Francigena, è tornata ad incalzare su questo fronte il sindaco, nonché socio di maggioranza relativa di Talete.

Era stata propria la Ciambella a caldeggiare un ritorno alla due diligence, come quella che nel 2015 aveva promosso l’allora presidente Stefano Bonori. La proposta è stata poi fatta propria da Lega e Fratelli d’Italia, con un loro ordine del giorno votato a maggioranza e con l’astensione di quasi tutta l’opposizione. L’esponente del Pd  ha chiesto ad Arena di integrare l’ordine del giorno per evitare che si arrivi al 1° marzo, quando scadranno i termini per il rinnovo della governance, senza un atto che vincoli il nuovo management ad avviare quest’operazione trasparenza. D’altra parte, sono molti a temere che la due diligence possa scoperchiare una specie di vaso di Pandora, con tutte le conseguenze e le eventuali azioni di responsabilità del caso. Ma anche Lega e FdI, essendo venuto meno quel patto trasversale con Forza Italia e Pd che finora aveva assicurato il governo della Provincia e anche di Talete, non sembrano intenzionati a sorvolare sul rispetto del loro ordine del giorno. “La nuova governance di Talete - replica il sindaco Arenadovrà farsi carico di una nuova due diligence o di aggiornare quella voluta dall’ex presidente Bonori. Non ho problemi a chiedere un’integrazione dell’odg dell’assemblea, ma sentirò su questo anche il presidente della Provincia Nocchi”.

Da parte sua, Ciambella ha attaccatoanche sulla richiesta di documenti che il direttore generale di Talete Alessandro Fraschetti e il responsabile anticorruzione Pietro Paolo Anselmi hanno inviato ai 27 Comuni che oggi fatturano ancora il servizio idrico per conto proprio. “Improvvisamente – sottolinea l’ex vicesindaca – questi signori si ricordano che ci sono comuni che nella spa non sono mai entrati. Gli stessi che avrebbero dovuto da tempo uniformare le proprie tariffe a quelle di Talete e ai quali invece è stato concesso di fare come pareva meglio loro. Ancora una volta prendiamo atto dell’imperante schizofrenia amministrativa”.