Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

La telefonata all'amico carabiniere gli salva la vita

Beatrice Masci
  • a
  • a
  • a

Poteva essere la sua ultima telefonata e invece è diventata la sua ancora di salvezza, la sua occasione di rinascita. Un gancio che la vita gli ha offerto come estremo segno di speranza. Un commerciante trentenne di Ischia di Castro, dal balcone del suo appartamento al secondo piano di uno stabile, pronto a gettarsi nel vuoto e mettere fine alla sua vita, ha chiamato Graziano Sampalmieri, comandante della stazione dei carabinieri di Valentano ma prima di tutto suo amico. E quella telefonata gli ha salvato la vita. Il militare, che conosce molto bene l’imprenditore visto che quest’ultimo gestisce un’attività commerciale proprio a Valentano, ha capito subito che non era una semplice telefonata di cortesia. Nessun “ciao, come stai”.

Nessun invito magari per un caffè o cose di questo genere. No. L’imprenditore era intenzionato a gettarsi nel vuoto. Sampalmieri, anni di servizio a contatto con i cittadini nella piccola realtà di Valentano, sempre attaccato al telefono, è salito in macchina ed è corso a Ischia di Castro. Mentre parlava con l’imprenditore e cercava di calmarlo, ha attivato la centrale operativa della compagnia carabinieri di Tuscania chiedendo ausilio da parte di colleghi di Ischia di Castro. Intanto l’imprenditore ha continuato a dire frasi sconnesse. Le sue intenzioni erano ormai chiare. Sempre in auto e sempre attaccato al telefono, il comandante della stazione ha fatto in modo, con l’ausilio dei suoi colleghi, di rintracciare il fratello dell’imprenditore.

Una volta giunto sotto l’ abitazione, il comandante con altri parenti hanno sfondato la porta e hanno bloccato sul terrazzo il giovane, lo hanno quindi immobilizzato, messo in sicurezza e affidato, dopo averlo calmato, alle cure del 118. Alla base del tentato suicidio non ci sarebbero, a quanto pare, problemi di natura economica legati al Covid, visto che l’attività imprenditoriale non si è mai fermata. Non ci sarebbero neppure problemi di natura familiare. Per cui il suo disagio, che lo ha portato fin sull’orlo del precipizio, è tutto da analizzare. E saranno i medici ora a farlo. Resta quella telefonata che gli ha salvato la vita. Ma il suo contenuto resta un segreto tra lui e il suo amico carabiniere. Ed è giusto che sia così.