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Viterbo, minaccia la moglie con la pistola: "Se mi lasci ti ammazzo poi mi uccido". Ex guardia giurata a processo

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“Ci siamo conosciuti nel 2007 e dopo due anni ci siamo sposati, anche se io ero già mamma di un bambino avuto da una precedente relazione. I primi anni sono stati molto belli, ma dopo la nascita della nostra seconda figlia le cose tra noi sono peggiorate. Ha iniziato ad avere degli scatti d’ira nei miei confronti e ha instaurato relazioni extra coniugali, tutti tradimenti che poi ho verificato. E’ capitato che mi offendesse, dicendomi che ero una poco di buono e lo faceva anche davanti ai bambini che si mettevano a piangere per la paura. A loro diceva che io ero la rovina di tutto”. E’ iniziata così la testimonianza di una 40enne di Tuscania, che ha raccontato la sua verità ieri in aula, davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei, riguardo le accuse mosse nei confronti del marito, ex guardia giurata, che deve rispondere di maltrattamenti in famiglia. La donna ha deciso di troncare la relazione nel 2017 a seguito di vari episodi di violenza.

“Una volta, durante una serata con degli amici, si mise a fare il piacione con delle ragazze, così ho preso i miei figli e siamo tornati a casa. Quando è rientrato, mi ha dato due sberle e mi ha buttato per terra prendendomi a calci e poi mi ha dato una testata sullo zigomo destro. E’ accaduto anche che mi minacciasse tenendo la pistola d’ordinanza in mano, dicendomi che l’avrebbe usata per uccidere me e per poi suicidarsi - ha riferito la donna - e in un episodio mi ha chiuso in camera puntandosi la pistola in bocca, affermando che era intenzionato a uccidersi, ma poi ha voluto avere un rapporto sessuale e io l’ho assecondato. Non ho avuto scelta in quanto aveva riposto l’arma nell’armadio, ma era carica e temevo il peggio”. Gli eventi ricapitolati dalla 40enne, costituitasi parte civile al processo, si riferiscono soprattutto agli ultimi anni di matrimonio, fino al 2017.

“Una volta ha minacciato di buttarsi dalla finestra se l’avessi lasciato. In quel periodo ero fuori dal mondo, non potevo avere rapporti con nessuno, neanche con i miei familiari. La scoperta dell’ennesimo tradimento è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Quella mattina sono andata al mare per schiarirmi le idee. Lui nel frattempo pensava che fossi scomparsa e ha avvertito i carabinieri con i quali poi ho parlato e si sono dimostrati disponibili, qualora avessi avuto bisogno di loro. Quando sono tornata a casa c’era anche il fratello di mio marito. Lui ha iniziato a dare di matto dicendo ‘io mi ammazzo’ e ha sfondato la porta di casa con un pugno. E nel momento in cui ha visto che stavo per andar via è venuto a riprendermi con la forza e siamo rientrati. Dopo alcuni giorni sono riuscita ad andare a casa dei miei con i bambini e ho raccontato tutto. Ancora oggi continuo a ricevere pressioni da parte del mio ex marito, il quale vorrebbe che tornassimo insieme”. Sottoposta alle domande della difesa, la donna ha riferito, inoltre, che il compagno aveva un lavoro stabile, ma che era solito spendere soldi in scommesse. Nel corso della seduta è stato ascoltato anche il fratello della vittima, che ha confermato alcune circostanze, in particolare il contenuto di diversi messaggi che l’ex cognato avrebbe mandato alla sorella. “Io ho sempre cercato di mediare e non credevo che la tradisse. Ma con la complicità di mia moglie lo abbiamo colto sul fatto. E mi è capitato di leggere molti messaggi, tra cui uno in cui c’era scritto che se mia sorella lo avesse lasciato, l’avrebbe mandata al cimitero”, ha raccontato il fratello della donna Il dibattimento riprenderà a settembre con le testimonianze degli ultimi testi della parte civile.