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Viterbo, ex giunta di Montefiascone indagata. Le delibere finite sotto la lente dei magistrati

Alessandro Quami
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Montefiascone, alcune delibere della giunta Paolini sono oggetto dell’inchiesta su un presunto abuso d’ufficio in concorso. Per cui dieci persone sono state raggiunte da avvisi di garanzia: la ex giunta di Massimo Paolini, Orietta Celeste, Massimo Ceccarelli, Rita Chiatti, Fabio Notazio, Paolo Manzi; e quattro vigili urbani: Luigi Salvatori (ex comandante in pensione), Giulia Bassi, Luciana Fronda, Giovanni Nunziati (in pensione). Dovranno difendersi dall’accusa di aver commesso irregolarità nelle loro funzioni, a vario titolo, e di aver voluto favorire qualcuno danneggiando altri, in primis il Comune di Montefiascone. I dieci, tramite i loro avvocati, si dicono innocenti e sostengono che dagli atti presi le casse dell’ente locale avrebbero ottenuto un risparmio. Il 25 e 26 febbraio lo diranno al pm Franco Pacifici che cura l’inchiesta. La quale, ancora alle fasi iniziali, per i legali degli indagati è “un’esagerazione”.

La Procura si muove su tre filoni: due concorsi (uno per quattro ausiliari vigili urbani, l’altro per due funzionari amministrativi di altri uffici) e il cambio della guardia a capo della Municipale. Il periodo sotto osservazione è agosto 2017-ottobre 2019. L’inchiesta passa al setaccio i provvedimenti dell’ex giunta. E qui si apra una parentesi: l’esecutivo Paolini, nato nel giugno 2016, aveva tra le sue file l’assessora Claudia Roscani (non indagata), che un anno dopo lasciò la giunta e il Consiglio. L’impiegata prefettizia disse che doveva mollare per motivi personali.

Tornando ai provvedimenti, due delibere oggetto d’indagine sono la numero 215 del 22 agosto 2017, sulle direttive della procedura concorsuale della selezione pubblica per l’assunzione a tempo indeterminato e part time di due funzionari amministrativi di categoria D; e la numero 103 del 18 aprile 2017, sul regolamento dei concorsi per le assunzioni a tempo indeterminato. Ma questi due atti, dal lato amministrativo e politico, sono figli di un’altra delibera di giunta: la numero 67 del 15 marzo 2017. Oggetto: “Approvazione programma fabbisogno personale triennio 2017-2019”. Quel giorno erano presenti il sindaco Paolini, la sua vice Celeste, gli assessori Ceccarelli, Manzi, Notazio. Era assente Claudia Roscani, titolare del Bilancio. E si parlava di fabbisogno comunale di personale, di budget, di costi, di servizi sociali. A pagina 8 si legge: “(La giunta) delibera la somministrazione di lavoro temporaneo (interinale) essendo questo ente capo fila dei Servizi sociali distrettuali, anche per altri comuni (…)”. I soldi necessari al Comune di Montefiascone erano da un lato 76 mila 393,92 euro per realizzare progetti di Sportello famiglia, Servizio sociale, Pronto intervento sociale, Home care premium; dall’altro 22 mila 628,65 euro mediante buoni lavoro (voucher). Da qui la giunta Paolini, meno la Roscani, deliberava “di prevedere la copertura, mediante concorso pubblico, di due posti di categoria D3, profilo professionale funzionario amministrativo, in regime di tempo parziale al 50% di cui un posto riservato al personale interno”.