Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, ex giunta di Montefiascone indagata per abuso d'ufficio. La difesa: "Quelle nomine hanno fatto risparmiare il Comune"

Alessandro Quami
  • a
  • a
  • a

Montefiascone, gli indagati si difendono, e sono pronti a dimostrare la loro innocenza. La parola passa alla difesa nell’indagine sul presunto abuso d’ufficio, a vario titolo e in concorso tra ex sindaco, cinque ex assessori e quattro vigili urbani, in merito a due concorsi e al cambio della guardia a capo della polizia locale di Montefiascone. L’interesse del pm Franco Pacifici ha come oggetto alcuni atti dell’amministrazione Paolini e i regolamenti comunali. Gli indagati sono diversamente incolpati di aver favorito qualcuno e danneggiato in modo ingiusto il Comune. Il 25 e 26 febbraio prossimo ci saranno gli interrogatori davanti al magistrato.

Ma prima di quell’incontro chiarificatore (il procedimento giudiziario è nella fase preliminare), alcuni avvocati dei dieci che hanno ricevuto l’avviso di garanzia, hanno qualcosa da dichiarare: “Rispetto al capo di incolpazione provvisoria che è stato letto, la posizione della mia assistita sarà chiarita al più presto – spiega Fausto Barili, legale dell’ex assessora Rita Chiatti, di Forza Italia -. La ricostruzione della Procura necessita di approfondimenti, rispetto a cui emergerà l’estraneità dei fatti della signora Chiatti”.

L'avvocato Giovanni Labate difende invece l’ex assessore Fabio Notazio (ex FI) e i quattro agenti di polizia locale: l’ex capo Luigi Salvatori, l’attuale comandante Giulia Bassi, Luciana Fronda, Giovanni Nunziati (in pensione). Le dichiarazioni di Labate valgono per gli agenti, e non per Notazio: “Sorpresi dalla contestazione – afferma Labate -: le norme consentivano a polizia locale e giunta di adottare quei provvedimenti. Noi non ravvisiamo né gravi irregolarità né il dolo intenzionale di arrecare vantaggi o danni. Inoltre, c’è un capo di imputazione molto suggestivo, che riguarda la nomina a comandante della polizia locale, per cui ci sarebbe stato anche un vantaggio economico per la Bassi. Non è così. Anzi, lei prende circa 200 euro al mese in meno, perché aver avuto quell’incarico le ha impedito di poter fare straordinari e quant’altro”. Labate sostiene che il Comune ha risparmiato: “Nel seguire il procedimento di reclutamento interno, invece che fare un concorso (esterno) per reperire il nuovo comandante, l’amministrazione Paolini ha risparmiato dai 50 ai 60mila euro l’anno”. I fatti contestati dalla Procura vanno dall’agosto 2017 all’ottobre 2019, e i filoni d’inchiesta sono tre: nomina del nuovo comandante della municipale; concorso per ausiliari a tempo determinato e parziale; assunzione di funzionari amministrativi in uffici diversi da quelli della polizia locale.