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Viterbo, processo per la morte di Sestina. Il dolore della mamma in aula: "Andrea beveva, non era adatto per lei" | Video

Valeria Terranova
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Processo per la morte di Sestina, il dolore della mamma in aula mentre slitta l'interrogatorio di Andrea Landolfi, l'ex fidanzato in carcere perché accusato di averla uccia.. “L’8 gennaio avevamo ritenuto opportuno posticipare l’esame del nostro assistito in quanto in quella occasione Andrea Landolfi non era in condizioni di essere sottoposto a un interrogatorio per via della terapia farmacologia che gli è stata somministrata in carcere. E avevamo indicato il 24 febbraio come eventuale data. Ma già il 15 gennaio i medici hanno modificato il trattamento farmacologico e dunque l’imputato è disponibile sin da ora a rendere testimonianza, qualora le parti fossero d’accordo”. Ha esordito così, all’inizio dell’udienza di ieri in corte d’Assise, l’avvocato Daniele Fabrizi, che insieme all’avvocato Serena Gasperini rappresentano il 31enne Andrea Landolfi, accusato dell’omicidio della fidanzata Maria Sestina Arcuri, gettandola dalle scale dell’appartamento della nonna, Mirella Iezzi, la notte tra il 3 e il 4 febbraio del 2019. A questo proposito, il pm Franco Pacifici si è riservato di prestare il consenso solo dopo aver ascoltato le dichiarazioni dei testimoni citati dalla parte civile, tra cui i familiari della vittima.

La prima a testimoniare è stata una 24enne che la sera del 3 febbraio di quasi due anni fa stava lavorando al pub nel quale la coppia, insieme al figlioletto di Landolfi, ha trascorso parte della serata. “Quando sono arrivati al locale hanno cantato una canzone tutti e tre insieme. Ho servito loro dei calici di vino rosso e una coca cola per il bimbo. Poi hanno iniziato a battibeccare. Ho visto che lei si asciugava le lacrime non ricordo se con le dita o con un fazzoletto e lui le stringeva un braccio e con le mani le faceva capire di guardarlo negli occhi. Lui cercava di calmarla. A noi che stavamo in sala non è sembrata una situazione allarmate e quindi non siamo intervenuti. Quando Landolfi è andato fuori a fumare Matteo Vettori, un ragazzo che frequenta quel posto, si è avvicinato a Maria Sestina, ancora visibilmente rabbuiata per la discussione. Successivamente, quando sono andati via, Matteo si è avvicinato a noi e ci ha raccontato che Maria Sestina era intenzionata a lasciare il compagno, dicendomi che io ero stata la causa del litigio perché si era ingelosita. Non abbiamo dato peso a quanto riferitoci da Vettori visto che a volte dice delle bugie bianche”.

In seguito è stato sentito William Arcuri, fratello della vittima, il quale ha raccontato di aver conosciuto Andrea Landolfi durante le vacanze natalizie del 2018. “Lui e Sestina sono arrivati il 25 dicembre e si sono trattenuti fino al 5 gennaio. Il 28 sera ci siamo incontrati in un pub della zona e Andrea era alticcio. Nel seguirmi all’esterno per andare a fumare, con il braccio ha urtato e fatto cadere a terra a un’amica di mia sorella un cocktail e si è dimostrato disponibile a offrirle un altro drink. Sestina ha visto la scena, si è avvicinata e hanno iniziato a litigare. Ho visto che la situazione stava prendendo una brutta piega e li ho convinti ad andare via. Arrivati davanti a un altro bar, mia sorella ha voluto salutare alcuni amici, e una volta entrati dentro, Andrea ha iniziato a discutere con un signore 50enne, amico di famiglia. Così li ho costretti a tornare e dopo aver fatto una ramanzina a lui per il modo in cui si era comportato, l’ho lasciato vicino al b&b in cui aveva già alloggiato nei primi giorni. Arrivati a casa, mia sorella mi disse che aveva intenzione di lasciarlo dato il suo comportamento, dicendomi che Andrea non cambiava mai’, ma il giorno dopo si sono chiariti e si sono comportati come se nulla fosse successo”. Nel corso della seduta ha testimoniato la madre della 26enne, la quale ha raccontato di aver appreso del fidanzamento tra la figlia e l’imputato attraverso un post pubblicato su Facebook dalla ragazza. “Le ho detto che mi sembrava prematuro e che avrebbero dovuto conoscersi meglio. Quando sono venuti a Natale ho notato che Andrea beveva spesso, ma reggeva l’alcol. Mia figlia era cambiata da quando si era fidanzata con lui. Ci confidavamo in dialetto e, invece, quando ci sentivamo, lui era sempre presente e lei mi parlava in italiano. Sestina faceva quello che diceva lui. Ho saputo quello che era successo a mia figlia il 4 mattina intorno alle 9. Andrea mi ha chiamato e mi ha detto che mentre erano abbracciati sulle scale, nel giocare sono scivolati e si era fatto male, dicendomi però di andare lì perché Sestina era grave. Ci siamo messi in viaggio e quando siamo arrivati al pronto soccorso Andrea, che era in compagnia della madre, mi ha ribadito quello che mi aveva detto al telefono. C’erano anche i carabinieri che ci seguivano ovunque andassimo e non capivo per quale ragione lo facessero. Ma quando ho capito che mi sarebbero serviti i vestiti per vestire mia figlia, ho chiamato Roberta Landolfi, la quale sfogandosi mi ha detto ‘sai come finirà? Io con un figlio in carcere che non potrà più rivedere il suo bambino e tu con una figlia morta’. Allora lì ho realizzato tutto. Maria Sestina amava tutti. Ancora non riesco a darmi pace per la sua scomparsa”. In chiusura dell’udienza, il pubblico ministero dopo aver letto la lista dei farmaci assunti dall’imputato, ha deciso di non prestare il suo assenso all’interrogatorio. Dunque Andrea Landolfi rilascerà spontanee dichiarazioni il 24 febbraio.