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Viterbo, ex comandante dei carabinieri di Vejano a processo per concussione: "Non ho mai preso soldi"

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Il maresciallo ed ex comandante della stazione dei carabinieri di Vejano, accusato di concussione da un insegnante, il quale fu vittima di un usuraio finito in manette nell’ottobre 2015, a seguito di indagini condotte proprio dal militare, è stato interrogato mercoledì 20 gennaio dalle parti, davanti al collegio presieduto dal giudice Mautone. L’imputato, attualmente in servizio presso il distretto della corte d’Appello penale del Tribunale di Roma, ha reso la propria versione dei fatti su ciò che accadde tra novembre 2015 e gennaio 2016, rispondendo alle domande del pm Siddi e del proprio difensore, l’avvocato Remigio Sicilia. “In quel periodo stavo affrontando una situazione economica complicata, a causa dei problemi di salute di mia moglie e nel frattempo, insieme ad altri colleghi del comando di Oriolo Romano avevo avviato le indagini che poi hanno portato all’arresto dell’usuraio per estorsione, grazie alle dichiarazioni rilasciateci dal docente – ha spiegato il carabiniere -. Poi, nel corso delle investigazioni con il professore, che a volte era restìo a rappresentarci la situazione, si è instaurato un rapporto confidenziale. Pertanto, essendo a conoscenza del fatto che avesse ancora in piedi altre situazioni debitorie, gli ho consigliato di appianarle, anche nell’interesse dell’attendibilità delle sue affermazioni nei riguardi dello strozzino, che poi abbiamo arrestato in flagranza di reato. Io non ho preso soldi dal professore. Li ho solo intravisti in una busta, ma non li ho presi". Secondo le accuse a suo carico, l’ufficiale - il quale venne anche insignito di una menzione d’onore per aver salvato la vita a un ragazzo pochi mesi prima di essere denunciato - si sarebbe fatto consegnare 900 euro dalla parte offesa per saldare alcuni assegni coinvolti nella presunta estorsione messa in atto dall’usuraio. Al termine dell’interrogatorio era attesa la lunga e complicata discussione e, dunque, anche la sentenza, slittate entrambe, invece, al 10 marzo.