Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Viterbo, domani tornano in classe 13mila studenti

Massimiliano Conti
  • a
  • a
  • a

Riaprono le scuole superiori nel Lazio, nonostante il passaggio della regione da zona gialla a zona arancione, e per 13 mila studenti viterbesi domani sarà il giorno del rientro sui banchi dopo tre mesi di didattica a distanza. In realtà il ritorno in classe, slittato di due settimane rispetto alla fine delle vacanze natalizie, riguarderà domani mattina solo la metà degli studenti. Se tutto andrà bene e la curva dei contagi non si impennerà, nelle prossime settimane la percentuale degli studenti in dad dovrebbe scendere al 25%. 
“Le scuole sono pronte, ci saranno due turni e pranzo al sacco. La Regione ha garantito che ci saranno più corse. Vedremo alla prova dei fatti, speriamo che non ci saranno criticità”, confida Paola Bugiotti, dirigente scolastico dell'Ite Paolo Savi di Viterbo nonché coordinatrice dei presidi della Uil, che durante le feste non aveva nascosto tutti i suoi timori rispetto alle incognite di un rientro che ha costretto gli istituti a una riorganizzazione interna totale. 
La prima settimana sarà cruciale per valutare la tenuta dei trasporti, che a inizio anno si è rivelato il tallone d'Achille del sistema scolastico. Il Cotral sarà quindi sorvegliato speciale dai dirigenti e dalle famiglie. La Regione, che della società dei trasporti è l'azionista unico, nei giorni scorsi ha promesso un potenziamento delle corse: in particolare, sono state previste 500 corse al giorno con 400 mila posti aggiuntivi al mese su tutto il territorio laziale, calcolando il coefficiente di riempimento mezzi al 50%.
I turni, si diceva. Saranno due: il primo dalle 8 alle 14, il secondo dalle 10 alle 16. Le ore dureranno 45 minuti anziché sessanta. Alcuni dirigenti e famiglie lamentano già il fatto che gli orari di alcune corse non coincidono con quelli dell'ingresso ma, come detto, la tenuta del sistema va verificata sul campo, o meglio su strada. I disagi non saranno solo per gli studenti pendolari (l’80% del totale in provincia di Viterbo), ma anche per tutti gli altri. I ragazzi che rientrano nel turno delle 10 saranno costretti a pranzare seduti al proprio banco essendo gli istituti superiori sprovvisti di mensa. Senza contare le possibili ripercussioni sull'andamento didattico che comporta il rientro a casa alle 16 (che per alcuni studenti pendolari può voler dire le 18). Ma di certo, tutto è meglio della didattica a distanza.
Intanto all’istituto Santa Rosa di Viterbo il collegio docenti e il consiglio d’istituto rendono note le riserve “che un’ampia maggioranza delle componenti scolastiche ha mosso ai contenuti delle disposizioni degli organi competenti riguardanti la ripresa delle attività scolastiche in presenza e dalle quali è scaturito, all’interno del quadro istituzionale, un commissariamento ‘de facto’ della scuola, in pieno e aperto contrasto con il principio dell’autonomia scolastica”.