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Viterbo, in arrivo altri 120 posti nel carcere di Mammagialla

Simone Lupino
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A Mammagialla un nuovo padiglione detentivo da 120 posti. Il progetto è in fase avanzata, nonostante il rallentamento dovuto all’emergenza sanitaria nazionale: fissato al 30 settembre di quest’anno il termine per avviare le procedure di affidamento delle opere. Importo stimato dei lavori da parte del Ministero della Giustizia: 7 milioni e 697mila euro. Una risposta al problema del sovraffollamento carcerario.
I tempi sono dettati nell’ultimo decreto Milleproroghe, presentato in Parlamento l'ultimo dell'anno e ora in attesa di essere convertito in legge. Si tratta di un intervento previsto già da un paio di anni: “È necessario rilevare – spiega il provvedimento - che è stato adottato dall’amministrazione penitenziaria, nel marzo 2019, un piano finanziario per la progettazione e realizzazione di 25 nuovi padiglioni detentivi modulari a media sicurezza, da 120 posti cadauno, per complessivi 3.000 nuovi posti detentivi, da costruire in aree libere disponibili intra moenia presso complessi penitenziari già attivi. Sono stati già avviati procedimenti per 12 moduli relativamente agli istituti penitenziari di Santa Maria Capua Vetere (2 moduli), Perugia (2 moduli), Rovigo (2 moduli), Civitavecchia (1 modulo), Viterbo (1 modulo), Vigevano (1 modulo), Monza (1 modulo), Asti (1 modulo) e Napoli Secondigliano (1 modulo)”.
Mammagialla oggi ha una capienza di 430 posti, ma secondo l’ultimo aggiornamento ospita 553 detenuti. Come detto, l’iter per la realizzazione del nuovo padiglione del carcere di Viterbo è tra quelli più avanti: “Allo stato risultano già ultimati i progetti preliminari di fattibilità per otto nuovi padiglioni da realizzare negli istituti penitenziari di Asti, Vigevano, Rovigo, Perugia, Viterbo, Civitavecchia, Santa Maria Capua Vetere e Napoli Secondigliano; per 5 di questi le progettazioni di livello definitivo è stata avviata la verifica progettuale da parte dei soggetti qualificati, esterni all’amministrazione appaltante, secondo quanto previsto dalla vigente normativa. Per gli altri 3 l’avvio della verifica avverrà a breve”.
Non fosse stato per l’emergenza sanitaria, “che senza dubbio ha rallentato e rallenterà le successive attività”, probabilmente il cantiere sarebbe già aperto o quasi. Per questo il governo si trova costretto a prendere ancora tempo: “Tenuto conto dell’intervento straordinario per il potenziamento infrastrutturale degli istituti penitenziari del Ministero della Giustizia per cui vi è autorizzazione di spesa nello stesso articolo 26 del disegno di legge di bilancio, si rende necessario non interrompere l’attività amministrativa degli uffici tecnici dell’amministrazione penitenziaria in materia di edilizia carceraria prorogando di un anno il termine del 30 settembre 2020 (differito al 22 dicembre per effetto delle sospensioni disposte dalla disciplina emergenziale anti Covid- 19) entro il quale avviare le procedure di affidamento delle opere”.