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Europa verde: "Preoccupa ripercussione nucleare su agro-alimentare nel Viterbese"

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"Preoccupa la mappa delle 67 aree che potrebbero ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi italiani, 22 delle quali si trovano nel Lazio e tutte in provincia di Viterbo, dove dovrebbe nascere il secondo Biodistretto agricolo nella Tuscia". Lo dichiarano in una nota Filiberto Zaratti e Francesco Alemanni, rispettivamente coordinatore nazionale di Europa Verde e responsabile organizzazione dei Verdi. "Durante la pandemia è emerso il valore strategico rappresentato dal cibo e, come conseguenza, la necessità di dare ai consumatori garanzie di qualità e sicurezza. Il sistema agricolo del Lazio rappresenta una grande risorsa, già molto provata dalla presenza dell’Enea Casaccia di Roma, dell’ex centrale nucleare di Latina a Borgo Sabotino e della centrale di Garigliano - spiegano -. Siamo perciò convinti che il Cnapi, documento di cui, da tempo, eravamo in attesa, piuttosto che identificare nuove sedi, dovrebbe concentrarsi sulla messa in sicurezza dei siti già esistenti - concludono Zaratti e Alemanni - evitando un sito unico nazionale e tenendo conto della vocazione dei territori, aprendo un confronto trasparente con la cittadinanza e certamente avviando una valutazione ambientale strategica".