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Lockdown, zona rossa promossa in provincia di Viterbo

Simone Lupino
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Lockdown natalizio a due facce nella Tuscia. Nella prima fase, fino a Capodanno compreso, movimenti ridotti al minimo nei giorni di zona rossa, in linea con l’andamento registrato durante il primo periodo di “clausura domestica”, tra il 22 marzo e il 3 maggio dell’anno scorso. Nei giorni successivi, invece, medie molto più alte negli spostamenti rispetto ad allora: +64% il 2 gennaio, +175% il 3 gennaio, +56% il 5 gennaio, quando non si poteva uscire di casa se non per motivi urgenti. Natale e Capodanno sono stati i giorni in cui la mobilità è stata più bassa in assoluto. In entrambi i casi -89% rispetto al periodo pre Covid. Percentuali simili a quelle che si sono avute nei momenti di picco (negativo) del primo lockdown: -92% il 13 aprile, giorno di Pasquetta (record per la Tuscia), e -88% il Primo maggio. 
Se le limitazioni imposte dal calendario a colori delle festività natalizie sono state rispettate o meno sarà solo l’andamento della curva epidemiologica a rivelarlo, nei prossimi giorni. Intanto però si può fare una prima analisi in base ai dati di City analitics, la mappa realizzata da Enel X e Here Technologies che monitora gli spostamenti nelle città italiane dall’inizio dell’emergenza.
Il primo dato che balza agli occhi è il boom di spostamenti nei giorni a ridosso del 21 dicembre, “chiusura” dei confini regionali. Un dato condizionato probabilmente dalla corsa per raggiungere le seconde case. Il dato più alto si registra sabato 19, quando City analitics segnala nella provincia di Viterbo spostamenti record, molto più alti rispetto anche al periodo in cui l’emergenza sanitaria non esisteva: +33 per cento. In cima alla classifica ci sono i piccoli borghi: Ischia di Castro +79%, Carbognano +77%, Villa San Giovanni in Tuscia +76%, Celleno +70 per cento. Dal 21 al 23 si assiste a una diminuzione lenta ma costante degli spostamenti, fino alla prima giornata di zona rossa, la vigilia di Natale, dove i parametri diventano quasi tutti negativi: - 46% rispetto al periodo pre Covid, -56% rispetto allo stesso giorno della settimana precedente e +10 per cento appena rispetto al primo lockdown.
Il giorno di Natale la flessione nei movimenti rispetto alla settimana precedente è quasi totale nella Tuscia: -91 per cento. E poi: -73 per cento rispetto alla media del lockdown e -89% rispetto al periodo pre Covid. Questi i dati dei centri maggiori: -85% Viterbo, -91 per cento Civita Castellana, -93% Tarquinia, -87% Vetralla, -93% Orte, -84% Montefiascone, -83 Ronciglione.
Tutti in casa o quasi anche per San Silvestro: con una percentuale di spostamenti superiore di appena il 10 per cento rispetto al periodo marzo-maggio e -46% rispetto alla fase pre Covid. In particolare: -41% Viterbo, -56% Civita Castellana, - 58% Tarquinia, Montefiascone -21%, Orte -67%, Vetralla -36%. Mentre nuovo record, inteso come calo, a Capodanno per tutta la provincia: -89% e -73 per cento in meno rispetto all’altra clausura forzata.
Durante le feste il paese dove ci si è mossi di meno è stato Farnese: -98% degli spostamenti sia a Natale che a Capodanno rispetto a quando la pandemia non era ancora esplosa.