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Cresce l'indebitamento delle famiglie viterbesi

Massimiliano Conti
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Famiglie monoreddito, commercianti, ristoratori, artigiani e operatori turistici. Sono le categorie più colpite dall'emergenza Covid secondo un'indagine svolta dalla Confconsumatori di Viterbo tra i propri associati, dalla quale emerge come l'indebitamento sia aumentato in media, a partire dal mese di settembre, tra il 15 e il 20 per cento.
“Quelle di quest'anno sono state festività natalizie estremamente difficili per milioni di italiani e per migliaia di viterbesi – dice il presidente dell'associazione dei consumatori Antonio Nobili – a causa di un diffuso disagio dovuto a una contrazione delle risorse economiche a disposizione, sia delle famiglie che delle imprese”.
Un chiaro sintomo di queste difficoltà, sottolinea Nobili, è anche l'aumento a dismisura delle richieste di aiuto che giungono alla Confconsumatori da parte di cittadini che subiscono il distacco delle forniture di energia, gas, acqua e servizi telefonici. “Come se non bastasse tutto ciò – continua il presidente – riceviamo quotidianamente le proteste e le lamentele dei cittadini alle prese con le difficoltà, quando non addirittura l'impossibilità, di accedere agli uffici pubblici a causa delle norme sul distanziamento e all'apertura sporadica degli sportelli”.
Per quanto riguarda le conseguenze economiche dell'emergenza sanitaria, secondo Nobili il peggio deve ancora venire. E arriverà con il 2021, quando, terminato lo stop ai licenziamenti, saranno centinaia i lavoratori viterbesi che si ritroveranno sul lastrico.
“Il 2020 - sottolinea il rappresentante dei consumatori – ha visto il venire meno di qualsiasi progettualità per il futuro: i cittadini si sono preoccupati solo di sopravvivere al momento contingente, rinunciando a fare programmi a causa dell'incertezza totale. E purtroppo quello che ci aspetta sarà, dal punto di vista economico e speriamo non anche da quello sanitario, un anno peggiore. Il grosso peso di questa guerra al virus maledetto lo stanno pagando e lo pagheranno le famiglie monoreddito, i commercianti, i ristoratori, gli artigiani e le agenzie di viaggio, che nel 2021 realisticamente avranno difficoltà anche ad onorare i pagamenti meno consistenti. Il dislivello tra i ceti meno abbienti e quelli benestanti è destinato ad aumentare in maniera progressiva: chi ha, avrà di più e chi ha poco, non avrà nulla”.
La Confconsumatori è critica sulle misure di ristoro decise dal governo Conte, destinate “a rivelarsi ancora più inadeguate a sostenere coloro che dovranno ricorrere a qualche forma di sussidio”. Che, secondo le stime dell'associazione, saranno tra l'8 e il 10 per cento della popolazione. 
“Anche la stessa Confconsumatori di Viterbo – ammette Nobili – sta vivendo un momento difficile a livello economico, non rientrando in alcuna categoria destinataria di bonus statale e non ricevendo, quindi, alcun aiuto per fronteggiare le problematiche dei consumatori che, ad oggi, non sono più in grado di elargire il piccolo contributo richiesto”.