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Viterbo, genitori e docenti alla ministra Azzolina: "Mancano le condizioni per riaprire le scuole"

Alessio De Parri
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A due giorni dalla riapertura degli istituti superiori 300 genitori e 37 docenti che insegnano nei licei viterbesi hanno inviato una lettera al premier Conte e al ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina chiedendo di rinviare il ritorno sui banchi deciso dal governo. “Ad oggi non esistono le condizioni per la riapertura delle superiori”, si lamentano famiglie e insegnanti, che hanno inviato la missiva anche al prefetto Bruno e al sindaco Arena. Troppo alto, infatti, secondo genitori e docenti, il rischio di una ripresa dei contagi, favorita dalle difficoltà di far rispettare le disposizioni di sicurezza all’interno, ma soprattutto all’esterno delle scuole, anche alla luce di orari più lunghi dovuti allo scaglionamento di ingressi e uscite. Senza contare, poi, il problema dei trasporti, che rimane tuttora in piedi in una provincia dove gli studenti pendolari delle superiori sono circa 8mila sui 13mila totali. “Signora ministra - si rivolgono famiglie e insegnanti alla Azzolina -, è mai stata all’ingresso di una scuola superiore? Ha provato a frenare l’ impulso degli studenti di stare insieme? Ha provato a dire: ‘Non vi assembrate’? Ha provato a farli stare seduti cinque ore con la mascherina? Ha visto intere classi andare in quarantena o perché c’erano contagiati o perché, a seguito dello screening a scuola, per fortuna, sono venuti fuori insospettabili asintomatici che avrebbero fatto strage dei compagni? Ha visto la paura di alcuni studenti di venire contagiati? Perché anche a 14-17 anni hanno paura... perché ci sono casi di patologie pregresse”. “In molti casi, nonostante il lavoro di tutta la collettività scolastica - proseguono genitori e docenti - è impossibile organizzare le giuste condizioni di sicurezza. Peraltro la didattica a distanza, che di certo non è quella in presenza grazie alla passione per il lavoro degli insegnanti e alla tenacia degli studenti è diventata uno strumento. Non il migliore, ma che permette di andare avanti in sicurezza”. “Pensa davvero, ministra Azzolina, che i turni estenuanti per gli alunni, il girovagare nelle classi, l’alternarsi di giorni e ore cui spesso è complesso dare programmazione siano meglio? A differenza della primavera scorsa abbiamo sentito il virus vicino e pericoloso. Abbiamo visto persone morire in condizioni surreali. Lei sa che molti Enti locali non saranno in grado di garantire ciò che auspica e che anche i trasporti non saranno all’altezza? Gli studenti presenti, vogliosi e devoti, ci sono anche a distanza - si conclude la lettera -. Pertanto, se ogni diritto ha un suo limite, quello all’istruzione lo deve trovare in quello alla salute. Mai come in questo momento il contenimento del contagio, nella speranza della riunione definitiva, è un limite. La felicità di stare a scuola è sensazione indescrivibile che non può essere ombrata dalla paura e dal procedere con obiettivi incerti, insicuri ed insani”.