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Silvia Blasi (M5S): "Trasporti pubblici inadeguati in vista della riapertura delle scuole"

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L’assessore alla sanità D’Amato ritiene che “sarebbe estremamente imprudente, in questa fase dell’epidemia, riaprire le superiori” e che il Governo dovrebbe pensarci bene, parlando per tutta Italia e non solo per il Lazio. "Rimango perplessa dalle parole pronunciate dall’assessore. E' chiaro che ci vuole prudenza e attenzione ma non possiamo fare pagare la pandemia agli studenti già fortemente penalizzati dalla chiusura prolungata delle scuole". Così Silvia Blasi portavoce consigliere alla Regione Lazio per il Movimento 5 stelle che afferma: “Studi specifici sul coronavirus suggeriscono che chiudere le scuole non solo non contribuisca a ridurre in modo significativo contagi e decessi, ma che addirittura potrebbe portare nel lungo periodo a un numero maggiore di morti, questo senza considerare i danni formativi, sociali ed educativi ben descritti che questa misura comporta. A tal proposito vale la pena citare lo studio della prof. Sara Gandini dove non si rileva alcuna prova dell’associazione tra le scuole e la seconda ondata di Covid”.

La Blasi non ci sta e puntualizza: “Ci vuole onestà e chiarezza nel dire che il pericolo della riapertura delle scuole è nei trasporti pubblici locali inadeguati da sempre nel Lazio ed ora con la pandemia rischiosi per la diffusione del contagio a causa del sovraffollamento. Si ammetta che le misure finora messe in campo dalla regione Lazio sono insufficienti a garantire il rientro a scuola degli studenti delle superiori. Tanti proclami da parte di Zingaretti e Alessandri sulle risorse impiegate per potenziare il trasporto ma nei fatti non si è in grado di garantire la ripresa in sicurezza della scuola. Si spieghi a cosa sono serviti i 7 milioni e 200 mila euro del bando Cotral per il servizio regionale extraurbano e i 20 milioni di bando Astral per potenziare il servizio su gomma. Sono ormai quasi 8 anni che il Pd e Zingaretti governano la Regione Lazio eppure il trasporto pubblico locale è ben lontano da garantire un servizio con standard minimi in condizioni normali figuriamoci in piena pandemia”.