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Viterbo, ritorno a scuola alle superiori: via libera del prefetto

Simone Lupino
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Via libera dal prefetto al piano per la riapertura degli istituti superiori della Tuscia il 7 gennaio, con nuove misure di sicurezza anti Covid. Il documento è stato firmato da Giovanni Bruno alla vigilia di San Silvestro, dopo una serie di incontri del tavolo di concertazione che si è svolta dall’11 al 29 dicembre con istituzioni scolastiche, amministrazioni pubbliche e aziende dei trasporti (Atac, Cotral, Trenitalia e Francigena). Secondo i dati dell’ufficio scolastico provinciale si parla di 13mila studenti, ottomila dei quali si spostano utilizzando ogni giorno autobus, treni e pullman.
Nel documento trovano conferma le anticipazioni circolate nei giorni scorsi: dal 7 al 15 gennaio didattica in presenza al 50% (una specie di test per arrivare gradualmente al 75%) e due fasce orarie di ingresso (alle 8 e alle 10) “così da spalmare il flusso degli studenti su un maggior numero di mezzi”, a bordo dei quali non si potrà viaggiare oltre la metà della capienza massima. Di conseguenza ci saranno anche due fasce orarie di uscita.
Il capitolo più corposo riguarda proprio i trasporti: “Sono stati evidenziati in modo specifico i flussi degli studenti degli istituti superiori di secondo grado che usufruiscono del trasporto pubblico locale per raggiungere le scuole, con l’indicazione delle provenienze degli studenti per ogni singolo istituto”. In particolare Cotral, “principale gestore del trasporto pubblico locale per la popolazione studentesca in ambito provinciale”, ha previsto nel documento fornito alla Prefettura “corse integrative effettuate tramite l’impiego di autobus Ncc”, di cui la gara per l’affidamento del servizio è stata già aggiudicata, e “corse aggiuntive a seguito di rimodulazione di linee a domanda debole e recupero di capacità marginale”. In questo modo verrebbe garantito l’ingesso a scuola e il rientro a casa degli studenti della seconda fascia oraria. In alcuni casi, invece, il mezzo “sarà il medesimo delle 8 che avrà avuto il tempo di completare la tratta in entrambi i sensi di marcia e di iniziare una nuova corsa”. 
Anche i sindaci dovranno fare la loro parte, ponendo “in essere ogni azione di supporto necessaria volta ad assicurare il rispetto delle diposizioni vigenti volte al contenimento della diffusione della pandemia da Covid-19 con particolare riguardo ai luoghi in cui è astrattamente possibile il formarsi di assembramenti (esempio: punti di fermata delle linee)”.
Lo stop totale all’attività didattica in presenza alle superiori era scattato il 2 novembre per arginare la crescita di contagi registrata tra la popolazione scolastica. Nella Tuscia, secondo i dati forniti dai vertici della Asl alla seduta del Consiglio comunale di Viterbo del 19 novembre dedicata al Covid, si contavano 942 infettati totali tra alunni e docenti, più della metà (il 55%) proprio alle superiori. E poi: il 7% alle medie, il 12% all’infanzia e il 26% primaria.