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Viterbo, smantellata banda di spacciatori albanesi. La polizia arresta nove persone

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La squadra mobile di Viterbo ha smantellato una banda di albanesi che avrebbe avuto il monopolio dello spaccio di cocaina nella città. L'ultimo colpo è stato inferto dalla polizia al sodalizio criminale con l'arresto del presunto capo banda, un albanese di 29 anni cresciuto a Viterbo che è stato arrestato in Belgio mentre stava tentando di raggiungere Tirana. Gli investigatori hanno ricostruito tutti i dettagli dell'operazione, ribattezzata "Nuova Alba", nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta stamani in Questura alla presenza del questore Giancarlo Sant'Elia e del capo della mobile  Gian  Fabrizio Moschini.

Le indagini, come riportato in una nota della questura, ha avuto inizio nel settembre 2019, con l’arresto in flagranza compiuto dagli operatori della mobile a carico di un giovane albanese trovato in possesso di 21,4 grammi di cocaina e di 470 euro in contanti. La polizia sequestrò anche l’auto del giovane, una Smart,  che sarebbe stata utilizzata per l’attività di spaccio. "A seguito dell’esame del telefono in uso all'arrestato, sequestrato ed analizzato nei suoi contenuti multimediali, sono stati raccolti dati idonei ad avviare e sviluppare un’ulteriore attività investigativa, sotto il coordinamento della Procura di Viterbo, che nei successivi mesi ha portato ad una ripetuta serie di arresti compiuti nei confronti di altri giovani albanesi, e nel contestuale sequestro di ingenti quantitativi di cocaina, nonché di denaro e smartphone di ultima generazione (tra cui BQ Acquaris (molto diffusi nell’ambito del narcotraffico internazionale), oltre che di auto, una delle quali confiscato ed affidato dalla Procura alla stessa mobile per lo svolgimento di servizi antidroga". Nello specifico sono stati arrestati: il 28 dicembre 2019 un secondo albanese al quale furono sequestrati 302,2 grammi di cocaina, 5.090 euro in contanti e una Smart. Il 14 marzo scorso ecco l'arresto di un terzo albanese, al quale gli agenti sequestrarono 519,2 grammi di cocaina, 15.850 euro in contanti e una Citroen. "Approfondendo la filiera dei contatti e degli acquirenti legati agli albanesi arrestati - continua la nota della questura -, e sempre d’intesa con la Procura di Viterbo che ha approvato la prosecuzione delle indagini, sempre il 14 marzo – durante il primo lockdown – a seguito di prolungata attività di pedinamento, venne arrestato un quarto uomo, stavolta italiano, ritenuto strettamente connesso al primo albanese arrestato nel settembre 2019. Quest'ultimo è stato trovato in possesso di 2.266,04 grammi di cocaina pronta per essere tagliata e smerciata sulla piazza viterbese".

"Sulla base delle evidenze già raccolte, e dei successivi riscontri ottenuti a seguito dell’ultimo arresto e del contestuale, ingente sequestro di cocaina, è stato possibile proporre ai pubblici ministeri titolari del fascicolo d’indagine di richiedere, ed ottenere, una misura cautelare nei confronti di un cittadino albanese residente in provincia, considerato il diretto referente del soggetto a lui sovraordinato e residente all’estero. Detto referente, il quinto dell'indagine, è stato arrestato il 5 giugno scorso su Ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Viterbo. La prosecuzione dell’attività di riscontro sul territorio delle dinamiche di spaccio poste in essere dalla filiera d’interesse ha permesso di eseguire i seguenti, ulteriori arresti: il 14 agosto scorso quello di un altro albanese, il sesto uomo a finire in manette, trovato con 206,6 grammi di cocaina e 2.850 euro; il 20 agosto scorso si è proseguiti con il settimo arresto, quello di un albanese al quale sono stati sequestrati 166,3 grammi di cocaina, 420 euro e un'auto Lancia". Il 21 ottobre, quindi, ecco l'arresto di un altro albanese, l'ottavo della presunta banda di spacciatori, con il conseguente sequestro di 498,5 grammi di cocaina.

"A seguito di parallela attività di sviluppo investigativo dei dati raccolti nel corso dell’intera attività, anche per mezzo di audizione di testimoni individuati tra i diretti acquirenti dello stupefacente importato su Viterbo e provincia - si  conclude la nota della questura -, il 23 dicembre scorso è stato tratto in arresto il soggetto connesso e sovraordinato agli altri indagati,  IL presunto capobanda, latitante all’estero, per la precisione in Belgio, e destinatario di misura cautelare richiesta dai pm titolari dell’attività d’indagine ed accolta dal gip del Tribunale di Viterbo. Così è stato spiccato il mandato di arresto europeo eseguito in Belgio dagli operatori del Servizio cooperazione Internazionale di Polizia. Il presunto capobanda, catturato all’estero, è stato quindi accompagnato per via aerea in Italia e, una volta atterrato a Fiumicino, sottoposto ad esecuzione dell’Ordinanza di custodia cautelare in carcere per mano degli operatori della mobile e dell’ufficio polizia di Frontiera di Roma-Fiumicino".