Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Tarquinia, Comune spende 20 mila euro per i concerti di Natale e Capodanno

Fabrizio Ercolani
  • a
  • a
  • a

Due concerti in streaming costati oltre ventimila euro. Una cifra da molti ritenuta eccessiva. Difficoltà anche nel reperire l’elenco delle attività che hanno aderito all’iniziativa proponendo sconti dedicati. 
Svelati quindi i costi del concerto registrato e trasmesso nella serata di Natale e di quello che avrà luogo la sera di Capodanno. Un’iniziativa finanziata con 15 mila euro dalla Regione Lazio e per la restante parte dall’amministrazione comunale. Il progetto chiamato “La musica regala”, nelle sue intenzioni, prevedeva la realizzazione di concerti fruibili gratuitamente in streaming dopo prenotazione, tramite app Tarquinia, collegati ad una scontistica per incentivare gli acquisti nelle attività locali. Accantonata poi la prenotazione si è pensato di trasmetterlo sui canali social del Comune e su un’emittente televisiva locale. 
Da impegno di spesa deliberato dalla giunta comunale si evince come oltre 11 mila euro sono andati per l’organizzazione dell’evento, 1.500 euro per l’acquisto di materiali, 6 mila euro per il nolo delle attrezzature per gli spettacoli e lo streaming, 3.940 euro per la pubblicità e nuovamente l’organizzazione eventi a cui va aggiunta una piccola quota per la Siae. Cifre che hanno fatto drizzare i capelli a molti internauti ed esperti del settore. Un’iniziativa molto simile nel vicino Comune di Montalto di Castro ha avuto costi molto più bassi. 
Una piccola nota di colore, tra le premesse del progetto c’è scritto come “l’amministrazione comunale intende limitare al minimo le spese relative al Natale, che quest’anno dovrà coinvolgere e aiutare le categorie più colpite da questa pandemia”. 
Oltre le cifre, molte annotazioni anche sulla gestione dei buoni sconto. Il progetto presentato in Regione prevede infatti “concerti in streaming fruibili a tutti tramite prenotazione sulla app Tarquinia”. Una volta fatta la prenotazione, sempre secondo progetto, “l’utente registrato riceverà un codice che utilizzerà come buono sconto da poter spendere nelle attività commerciali della città per l’acquisto di regali e di beni di prima necessità”. Non in tutte le attività, ma “solo in quelle aderenti”. 
Fatta la procedura di registrazione arriva effettivamente una mail di risposta con un codice sconto, ma non c’è alcun elenco di attività aderenti. Sembrerebbe che le attività commerciali avrebbero dovuto ricevere un adesivo che le distinguesse, ma finora non è stato così. Ad oggi il 3% della popolazione ha scaricato i buoni, ne sono stati emessi circa 500, ma quelli poi spesi nelle attività commerciali sono ben pochi.