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Francigena, Guido Scapigliati mandato via dall'opposizione

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Dal punto di vista sostanziale, la quinta commissione, riunita ieri mattina al gran completo per affrontare l’“affaire” Francigena, si è conclusa con un nulla di fatto. La patate bollente delle trattenute forzose dagli stipendi dei dipendenti che hanno perso la causa con la società per il riconoscimento delle indennità retributive aggiuntive è stata infatti rinviata al 7 gennaio. Non sono però mancate sorprese dal punto di vista più squisitamente politico, ad iniziare dall’allontanamento dall’aula dell’amministratore unico, dimissionario, Guido Scapigliati, giunto insieme all’assessore Enrico Contardo e al legale Maria Cristinia Pieretti. Proprio perché non più in carica, la sua presenza è stata ritenuta inopportuna da tutta l’opposizione, che lo ha costretto ad uscire. Né, d’altra parte, si è voluto affrontare il tema dei post su Facebook inneggianti alla lotta armata alla base delle sue dimissioni, sui quali sicuramente avrebbe potuto offrire la sua versione dei fatti. 
Le trattenute forzose operate da Francigena (500 euro sullo stipendio di novembre e poi altri 500 sulle prossime quattro mensilità), quale rimborso delle spese legali sostenute per affrontare la causa, ha comunque spiegato l’avvocato Pieretti, sono state inevitabili dal momento che erano fallite nei mesi precedenti tutte le trattative intraprese per giungere ad una pacifica risoluzione della controversia. I lavoratori, è stato detto, devono dunque pagare per forza e di ciò si è convinta anche l’opposizione dato che la sentenza di appello (sebbene sia stato presentato ricorso in Cassazione) è pienamente esecutiva. Il problema è solo quello di capire il tempo che verrà concesso loro per saldare il debito: c’è chi ha proposto 10 o 12 rate anziché 5. La volontà politica, ha detto Arena, arrivato a lavori in corso per smentire la voce secondo la quale l’ordine di operare le trattenute era partito dall’amministrazione o addirittura da lui in persona, è di venire comunque incontro ai lavoratori. Per questo tutto è stato rimandato a dopo le feste.