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Lega e FdI salutano e in Provincia si spacca la grande coalizione

Alessandro Quami
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E’ finito il tempo della grande coalizione in Provincia. Lega e FdI hanno deciso di sfilarsi dall’ammucchiata col Pd di Panunzi e di non sostenere più Nocchi. I due partiti di centrodestra hanno respinto le offerte del presidente di rimpastare le deleghe. La Lega ha formalizzato la sua uscita dalla maggioranza nella seduta mattutina del Consiglio di ieri sull’approvazione del bilancio, mentre FdI è rimasta su una posizione più morbida. Ma il succo è lo stesso e ha un duplice effetto: uno, la maggioranza di larghe intese in Provincia è morta; due, si incrina il centrodestra, con la sola Forza Italia ancora al fianco del Pd. 
Lega e FdI si sono astenuti sul bilancio preventivo “per senso di responsabilità”, ha spiegato il consigliere di FdI Gianluca Grancini. La grande coalizione (da molti definita grande inciucio) era nata ad aprile per affrontare meglio la pandemia, almeno questa la versione ufficiale. Per i malpensanti, però, la maggioranza trasversale si basava su altre questioni meno nobili. Ma tant’è. Ciò che è certo, invece, è che negli ultimi tempi solo il consigliere Fabio Valentini, del gruppo civico “Per i beni comuni” (con un passato nel Pd, oggi senza tessere di partito), ha fatto opposizione. E anche ieri Valentini ha attaccato la coalizione: “Finisce una maggioranza senza progetti e valori se non la gestione del potere. Ci auguriamo che il mercato delle deleghe e degli interventi cessi, sperando che la gestione di Nocchi, di Panunzi, di Battistoni (senatore forzista, ndr) non provochi troppi danni alla Tuscia”. Il che ha sollecitato la risposta del vicepresidente provinciale Alessandro Romoli (FI): “Noi non mercanteggiamo – ha detto Romoli a Valentini - ma amministriamo”. 
Matteo Costa ha ufficializzato in aula l’uscita della Lega dalla maggioranza e da Insieme per la Tuscia: “Io e la collega Ombretta Perlorca formiamo un altro gruppo consiliare, Lega Salvini Lazio”. A Palazzo Gentili si torna alla quasi normalità, con una maggioranza di centrosinistra più Forza Italia. Otto membri, con sette consiglieri più Nocchi: Lina Delle Monache, Lina Novelli, Maurizio Palozzi, Carlo Postiglioni, Eugenio Stelliferi (Tuscia democratica); il vicepresidente Alessandro Romoli e Giulio Marini (Forza Italia, che prende il posto di Insieme per la Tuscia). L’opposizione può contare su cinque consiglieri: i leghisti Costa e Perlorca, Gianluca Grancini di FdI e Roberto Camilli (Tuscia tricolore), oltre al consigliere civico Valentini. Dal canto suo, il presidente ha parlato del bilancio e della necessità di potenziare il personale di Palazzo Gentili, che deve gestire sempre più risorse: “Circa 31 milioni di investimenti nel 2020, quasi 25 milioni in bilancio per il 2021 – ha ricordato Nocchi -. Nel 2019 gli investimenti sono stati poco oltre 11 milioni. E l’anno prima 8,5. Nel 2014, prima della legge Delrio sul riordino delle Province, gli investimenti erano 14 milioni”. 
Nocchi ha anche dovuto rivedere le deleghe ai consiglieri, dopo la rinuncia dei leghisti: “Viabilità, trasporti e lavori pubblici vanno a Palozzi, edilizia scolastica e ambiente a Marini, formazione professionale a Stelliferi, pari opportunità a Novelli, polizia provinciale, bilancio, enti partecipati a Romoli, stazione unica appaltante a Postiglioni e progetti comunitari e personale a Delle Monache”. Infine, il bilancio è stato approvato con il sì della nuova maggioranza ristretta, le astensioni di Lega e FdI e il no di Valentini. Una parola sull’assemblea dei sindaci che ha avallato lo schema di bilancio: alcuni primi cittadini sono stati duri. Uno su tutti, Fabio Menicacci di Soriano: “Mi astengo per le raccomandazioni del mio partito, FdI, ma questa Provincia è sempre più canepinocentrica”. E di Canepina, guarda caso, è il consigliere regionale del Partito democratico Enrico Panunzi.