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Viterbo, deposito armi chimiche al lago di Vico. I medici per l'ambiente spingono per la bonifica

Massimiliano Conti
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Viterbo, che fine ha fatto il piano di caratterizzazione e bonifica del deposito chimico militare al lago di Vico? A chiederlo è l’associazione medici per l’ambiente (Isde), con una lettera inviata a una sfilza di autorità: dai ministri della Difesa, della Salute e dell’Ambiente al sindaco di Ronciglione; dal direttore del Centro tecnico logistico interforze - Nbc di Civitavecchia al direttore dell'Arpa Lazio.

L’Isde ricorda infatti come la cosiddetta “Chemical city” sia una delle possibili cause della “grave compromissione dell’ecosistema del lago di Vico”, che è alla base pure delle “persistenti criticità per l’approvvigionamento idrico dei comuni di Ronciglione e Caprarola”.

Il bunker, come noto, risale alla seconda guerra mondiale. Tecnicamente si tratta di un “magazzino materiali di difesa Nbc”, dove Nbc sta per nucleare, batteriologico e chimico.

In relazione proprio alle attività “storiche” che si svolgevano all’interno del dismesso magazzino “e alla possibile dispersione che potrebbe ancora persistere di sostanze tossiche e cancerogene”, i medici per l’ambiente ricordano come il 2 marzo del 2010, in una riunione convocata in Provincia, fosse stata data comunicazione “che nei sedimenti lacustri vicani era stata riscontrata una elevatissima concentrazione di arsenico, noto elemento tossico e cancerogeno, utilizzato anche per preparare armi chimiche”.