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Omicidio Fedeli, la moglie Maria Chiara: "Non abbiamo ottenuto giustizia"

Alessio De Parri
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La signora Maria Chiara Fedeli butta lo sguardo sui muri di via San Luca e ci ripensa: “Norveo non meritava questo, i 25 anni di carcere inflitti a quello lì (riferendosi a Michael Aaron Pang, ndr) non ci rendono giustizia. Anzi, questa è una sentenza profondamente ingiusta. Pang meritava l’ergastolo”.
E’ una mattina strana, chiamiamola così: unisce la fine - quanto accaduto il 3 maggio 2019 - e un nuovo inizio; dopo 592 giorni riaperto il negozio di boutique Fedeli Vogue, nel cuore della vecchia Viterbo, dove Norveo ha lavorato e trovato la sua morte. La moglie del commerciante, assassinato a 74 anni quel 3 maggio dal 23enne studente americano di origine coreana, è sconvolta dall’esito della sentenza che ha condannato l’imputato a 25 anni e 6 mesi di carcere e al pagamento di una provvisionale in favore dei familiari della vittima di 445 mila euro. La signora ci ha pensato tutta la notte; l’altro, ieri, dopo il verdetto, d’accordo con i figli Pier Luigi e Nathalia ha preferito lasciar correre alcune ore prima di commentare la sentenza della corte d’assise del tribunale di Viterbo, presieduta dal giudice Silvia Mattei, probabilmente solo il primo tempo del processo, concluso con una forte delusione nella famiglia della vittima. “Come è possibile che ad un uomo che ne uccide un altro con 17 colpi di sgabello alla testa non venga assegnata l’aggravante della crudeltà nella sentenza di colpevolezza?” ripete Maria Chiara, amareggiata dalla decisione dei giudici. “Mio marito non c’è più - prosegue la donna -. Era una persona stupenda, che amava la vita, la famiglia, i figli, e ci è stata portata via senza un perché... in un modo così assurdo, che non merita nessuno, e per il quale ancora non abbiamo ottenuto, lui per primo, piena giustizia”. La saracinesca è alzata, spunta l’esercito di abiti in bella mostra, mentre un amico di famiglia pulisce la vetrina prima di un nuovo allestimento. Questo negozio vuole essere ancora una piccola anima di quel commercio che Norveo Fedeli, durante la sua lunghissima esperienza da negoziante specializzato nella jeanseria di marca, aveva contribuito a tenere viva. “Ci ho ripensato mille volte - afferma la signora Maria Chiara Fedeli - e ne ho pure parlato con i miei figli. Ci tormentava spesso quella frase, ‘che facciamo... riapriamo?’ e alla fine eccomi qua, a ricominciare questa nuova avventura. Questo è un giorno particolare, che avrei affrontato con maggiore serenità se ieri (lunedì scorso, ndr) avessi ottenuto una sentenza più dura per l’omicidio di mio marito. Norveo è qui con me, lo sento, come so benissimo che lui al mio posto avrebbe fatto lo stesso, sarebbe ripartito con quella sua unica gioia di vivere che lo caratterizzava".