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Venticinque anni a Pang, l'avvocato dei familiari di Fedeli: "Nessuna condanna potrà risarcirli"

Valeria Terranova
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È stato condannato a 25 anni e 6 mesi di reclusione Michael Aaron Pang, 23enne, ex grafico pubblicitario statunitense di origini coreane, che il 3 maggio del 2019 ha assassinato il commerciante viterbese, Norveo Fedeli, 74 anni, nella sua boutique nel cuore della città. In apertura della seduta, il pm, Eliana Dolce, e tutte le altre parti hanno rinunciato alle repliche e la sentenza della corte d’assise di Viterbo, presieduta dal giudice Silvia Mattei, è arrivata intorno alle 14.30, dopo oltre 4 ore di Camera di consiglio. Il verdetto di primo grado ha condannato il 23enne a 25 anni e 6 mesi di carcere, al pagamento delle spese legali e carcerarie, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, disponendo, inoltre, una provvisionale complessiva di 445 mila euro in favore dei componenti della famiglia della vittima, costituitisi parti civili al processo e assistiti dall’avvocato Fausto Barili. “È un risultato importante per quanto ci riguarda. Non è l’ergastolo, ma è una pena molto dura. Pang, che è stato presente a ogni udienza, ha voluto che gli spiegassimo tutto. Non appena avremo modo avviseremo i genitori. Come difensori aspetteremo di leggere le motivazioni, che verranno depositate entro 90 giorni, per decidere il da farsi, ma siamo decisi a ricorrere fino in Cassazione” hanno affermato gli avvocati Remigio Sicilia e Giampiero Crescenzi dopo la lettura del dispositivo. 
“È una sentenza equilibrata e la Procura ha offerto tutti gli elementi per riscostruire non solo i fatti, ma anche gli elementi della personalità dell’imputato – ha dichiarato il procuratore Paolo Auriemma - così che il Tribunale ha operato scelte ponderate e opportune”. “Siamo estremamente soddisfatti dell’esito del dibattimento di primo grado. Gli scenari supposti dalla difesa non hanno trovato riscontro nelle decisioni assunte dalla Corte. Dunque,Soddisfazion l’impianto accusatorio ha retto per come è stato originariamente strutturato dall’accusa e siamo soddisfatti anche rispetto alle statuizioni civili. Dal punto di vista della famiglia, che certamente non è tecnico, ma emotivo, nessuna somma o condanna potrà mai rinfrancarli, ma anche il fatto che proprio il giorno della sentenza abbiano potuto riaprire il negozio equivale a voltare pagina, anche se ovviamente rispetto a un dramma come quello che li ha coinvolti non sarà semplice – ha spiegato l’avvocato Fausto Barili - ma sicuramente dopo questa sentenza la famiglia avrà uno stimolo in più per andare avanti. Per lo meno abbiamo avuto la soddisfazione di sapere che non c’è stato nulla che possa avere ribaltato i presupposti iniziali e che si sia trattato di un omicidio feroce”.