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Maltempo, esondazione del Mignone a Tarquinia. Il sindaco Giulivi: L'Ardis deve intervenire

Anna Maria Vinci
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Tarquinia, esondazione dei fiumi e dei torrenti, agricoltori disperati, il sindaco Alessandro Giulivi: “Invierò una richiesta di sopralluogo all’Ardis, l’ente preposto alla manutenzione dei corsi d’acqua. Non si può più tollerare una situazione così gravosa per i nostri concittadini, ci vuole rispetto per il nostro territorio”.

Il fiume Mignone, il Marta (in alcuni punti), la Melledra e il rio Asco hanno straripato, vanificando il duro lavoro e gli investimenti di molti agricoltori, il primo cittadino lamenta una totale mancanza di manutenzione: “Chiederò un urgente sopralluogo all’ente regionale preposto alla manutenzione dei corsi d’acqua, che in questi giorni sono esondati, dimostrando ancora una volta la fragilità idrogeologica del nostro territorio – dichiara Giulivi –, mi riferisco, nello specifico, ad alcuni fossi già attenzionati dalla Regione Lazio e al fiume Mignone, anch’esso straripato. Gli argini non tengono, i letti fluviali sono lasciati nell’incuria totale. La vegetazione infestante, insieme agli sbarramenti naturali, derivanti dalla mancata rimozione dei detriti terrosi accumulatesi nel tempo, hanno reso problematico e pericoloso il regolare deflusso delle acque”.

Ma la situazione purtroppo non è nuova: “Come più volte denunciato dagli stessi agricoltori e dal consorzio di bonifica della Maremma Etrusca – precisa il sindaco –, i letti fluviali e gli argini non sono più consoni a garantire la sicurezza dei residenti e di chi lavora duramente nei campi. Chiederò nei prossimi giorni un sopralluogo urgente e congiunto dell’Agenzia regionale per la difesa del suolo con i soggetti e le amministrazioni locali, in particolare con la Prefettura, la Provincia, il Comune di Tarquinia ed il consorzio di bonifica della Maremma Etrusca. Coinvolgerò - conclude - tutte le parti interessate, perché la difesa del territorio va di pari passo con la difesa di chi ci vive e ci lavora. Il tempo delle attese è finito. L’Ardis dovrà intervenire”.