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Viterbo, in vista della riapertura delle scuole il prefetto convoca Cotral e sindaci

Massimiliano Conti
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In vista della ripresa a gennaio della didattica in presenza nelle scuole superiori per il 75% degli studenti, a Roma il prefetto ha convocato per giovedì un tavolo con Cotral e Atac. A Viterbo altrettanto si accinge a fare il prefetto Giovanni Bruno, sempre con lo stesso obiettivo: fare il punto sulla notte fonda del trasporti per arrivare preparati al 7 gennaio. L’inizio dell’anno, come noto, a Viterbo come nel resto d’Italia è stato un disastro. Le carenze del trasporto hanno creato difficoltà anche agli istituti tecnico-professionali o ai licei artistici che, durante questa fase di stop delle lezioni, hanno comunque portato avanti, o quantomeno volevano farlo, le attività di laboratorio, impossibili da svolgere a distanza. “A breve convocherò una riunione alla presenza dei vertici del Cotral e dei sindaci”, anticipa il rappresentante del governo, che sulla scuola ha finora mantenuto sempre alta l’attenzione, tanto che nelle giornate più drammatiche dei contagi aveva chiesto all’assessore regionale alla sanità D'Amato di valutare la possibilità di sospendere la didattica in presenza anche nelle secondarie di primo grado. D’altra parte che le scuole, e con esse i trasporti, nella provincia siano state un veicolo di contagio lo dicono i numeri. Sia quelli ufficiali ma incompleti forniti dal ministero dell’Istruzione alla rivista Wired (439 tra docenti e alunni infettati in 21 comuni della Tuscia al 31 ottobre, con un’incidenza dell’11,2 per mille), sia quelli dati dalla Asl nell’informativa di un paio di settimane al consiglio comunale di Viterbo: 942 contagiati totali tra alunni e docenti: il 55% alle superiori, il 7% alle medie, il 12% all’infanzia e il 26% alla primaria. Che sia necessario utilizzare questi giorni di fine anno per riorganizzare una rete di trasporti degna di questo nome lo pensa anche la segretaria della Uil Scuola Lazio Silvia Somigli: “Dopo un balletto durato troppo a lungo - dichiara - finalmente si è decisa la data in cui riaprire le scuole, dove regna un’incertezza che fa male quanto e forse di più dello stesso virus”. Per la Somigli servono presidi sanitari, un adeguamento dei dpi per rispondere alle situazioni in evoluzione e in funzione delle numerose quarantene che colpiscono sia il personale che gli alunni. “Situazioni - aggiunge - a cui le Asl non riescono a tenere fronte con ritardi nel tracciamento e nel controllo dell’epidemia”. “La scuola a fisarmonica sta mettendo in crisi un sistema sociale”, sottolinea la responsabile della Uil Scuola, secondo cui senza una riorganizzazione dei trasporti, “si rischia di vanificare gli effetti di limitazioni che stanno modificando di continuo la nostra quotidianità. Resta il fatto che ancora oggi manca il personale e le nostre sedi sindacali sono assediate da centinaia di lavoratori che vogliono scappare in pensione - conclude -. Una bomba ad orologeria pronta a scoppiare”.