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Coronavirus, a Viterbo cresce del 25 per cento il numero dei morti nell'ultimo mese e mezzo

Massimiliano Conti
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Se novembre è tradizionalmente il periodo dei morti, i primi quindici giorni del mese scorso a Viterbo da questo punto di vista sono stati funesti: 36 i decessi registrati, 9 in più rispetto ai 27 attesi, con una differenza del 33%. E’ quanto emerge dall’andamento della mortalità giornaliera nelle città italiane in relazione all’epidemia Covid-19 reso noto dal ministero della Salute e aggiornato alla data del 17 novembre. A differenza del rapporto precedente, stavolta il capoluogo della Tuscia non è tra le città dove si segnalano gli eccessi di mortalità più significativi: nella lista nera compaiono invece Rieti, Perugia, Roma, Bari, Palermo e Catania. In totale, nel periodo compreso tra il 30 settembre e il 17 novembre, i morti a Viterbo sono stati 106 rispetto a una baseline (cioè il numero di decessi attesi) di 79, ovvero 27 in più (25%). Il tributo più alto l'ha pagato come sempre la fascia degli ultra 85enni (54 morti), seguita da quella tra i 79 e gli 84 anni (29 morti), da quella tra i 65 e i 74 (16 morti) e infine da quella degli under 64 (7 morti). E’ chiaro che il Covid-19 ha giocato un ruolo cruciale, o meglio fatale, in questa impennata della mortalità.