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A Viterbo peggiora la qualità della vita a causa del servizio sanitario insufficiente

Simone Lupino
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A Viterbo la qualità della vita peggiora ancora. E’ quanto certifica la ricerca annuale di Italia Oggi e Università La Sapienza di Roma, pubblicata lunedì, che, attraverso alcuni parametri, mette a confronto tra loro le province italiane in diversi ambiti, dall’ambiente alla sicurezza, dalla popolazione al lavoro. Rispetto al 2019 la Tuscia scende dal 70esimo all’84esimo posto della classifica generale. Un risultato condizionato soprattutto dal giudizio espresso sul sistema sanità: insufficiente.

Relativamente a questa singola voce la Tuscia resta infatti inchiodata alle posizioni di coda, risalendo appena due gradini rispetto al risultato dell’anno scorso: dalla casella 103 alla 101. Bisogna sottolineare che non si tratta di un voto agli operatori sanitari, ma di un dato che, si specifica nell’indagine, “aggrega informazioni sulla dotazione di posti letto in reparti ospedalieri ad alta specializzazione e su quella di apparecchiature diagnostiche”.

Nel dettaglio, la provincia di Viterbo è penultima per posti letto di ostetricia e ginecologia (7,24 ogni 100 mila abitanti); penultima per posti letto di cardiologia, cardiochirurgia e unità coronariche (8,82); sest’ultima per posti di terapia intensiva e terapia intensiva neonatale (4,41); 98esima per quelli nei reparti di oncologia: 2,83. Migliora invece la dotazione di tomografi assiali computerizzati (4,73 ogni 100mila abitanti), che vede in un anno la provincia risalire dall’82esimo all’11 posto; mentre diminuisce quella di apparecchiature per imaging a risonanza magnetica: 0,95 ogni 100mila abitanti”.