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Nuovo impianto fotovoltaico, Comune di Viterbo non chiede opere di compensazione

Simone Lupino
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Piste ciclabili, nuovi lampioni ecologici, ponti pedonali o stazioni per la ricarica delle auto elettriche. Addirittura, a Tessennano, come compensazione ambientale per la realizzazione di due impianti fotovoltaici recentemente autorizzati dalla Regione (58 ettari in località Riserva e 26,8 ettari in località Macchione), il Comune ha ottenuto dalla società proponente la realizzazione di “un parco piantumato e attrezzato con giochi, area fitness, parcheggi e anfiteatro all'aperto per spettacoli teatrali e ludico ricreativi”, oltre al recupero all’immobile dell’ex chiesa di Sant’Antonio, da usare anche spazio espositivo. A Montalto di Castro, invece, insieme alla sistemazione dell’area naturalistica del Tombolo a Pescia Romana, la convenzione tra il Comune e la società che installerà pannelli su una superficie di 48,5 ettari in località La Viola prevede anche la creazione di “una scuola per addetti alla manutenzione dei grandi impianti fotovoltaici”. Mentre gli altri comuni della provincia – piacciano o no i pannelli fotovoltaici - ottengono una serie di opere utili alla collettività in cambio del permesso a ospitare sul proprio territorio tali impianti, quello di Viterbo è l’unico che invece sembra disinteressarsi all’argomento: quando di recente è stato chiamato in conferenza dei servizi a esprimere il proprio parere per progetti che lo riguardavano, non solo non si è presentato (assenza che vale come un parere positivo al momento del voto), ma non ha neanche messo nero su bianco, prima della chiusura dell’iter per le autorizzazioni, le relative misure compensative a carico dei proponenti, affidandosi così alle buone intenzioni degli stessi. I quali, è vero, affermano che compenseranno in ogni caso il Comune, ma di fatto non sono vincolati da nessun atto ufficiale. Addirittura, capita che Palazzo dei Priori davanti alle proposte delle ditte neanche risponda.
Il progetto di cui si parla riguarda l’impianto che sorgerà in località Rinaldone (73,3 ettari in tutto) autorizzato dalla Regione il 25 settembre. All’ultima seduta della conferenza dei servizi, la ditta ha dichiarato che “per le misure compensative al progetto ha svolto alcune riunioni e inviato una proposta formale al Comune di Viterbo trasmessa agli atti del procedimento”, ma “l’amministrazione comunale non ha dato seguito a tale richiesta”. La società “si impegna comunque a realizzare un’opera compensativa che il Comune di Viterbo riterrà opportuna, per un massimo di impegno di spesa pari a 2000 euro per MW installato”.
Discorso simile per l’impianto in località Petrignella (determinazione regionale del 12 novembre) su una superficie di 25 ettari. Anche in questo caso nessun accordo ufficiale a quella data tra Comune e società, ma solo “un dialogo aperto” per un vecchio progetto che riguarda la sistemazione di via dell'Industria con “pensiline fotovoltaiche e la predisposizione di stalli a uso parcheggio di sotto a esse”.