Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

I sindaci della Tuscia: "Si torni a scuola il 7 gennaio"

Massimiliano Conti
  • a
  • a
  • a

I banchi a rotelle possono attendere. I sindaci dei più importanti comuni della provincia, quelli con il maggior numero di scuole superiori, nel tiro alla fune tra la ministra frettolosa Lucia Azzolina (che finora, dal concorso straordinario alle graduatorie provinciali, ha partorito solo figli ciechi) e le regioni, si schierano dalle parte delle seconde, e forse anche del buon senso: se gli studenti troveranno la didattica in presenza nella calza della Befana anziché sotto l’albero, come regalo anticipato di Natale (ammesso che di regalo si tratti), non morirà nessuno. Anzi: possibile che muoia qualche contagiato in meno. E infatti sembra proprio il rinvio delle lezioni in presenza al 7 gennaio l’orientamento maturato nelle ultime ore all’interno del governo, nonostante la Azzolina, spalleggiata dal M5S, continui a premere per un rientro già all’indomani della festa dell’Immacolata, il 9 dicembre. Una decisione definitiva tuttavia non è stata ancora presa. A favore del rinvio si era espresso nei giorni scorsi anche una voce viterbese autorevole, l’ex ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, secondo cui le condizioni sine qua non per un rientro in sicurezza sono doppi turni, adeguamento del sistema trasporti e tracciamento in tempi certi. Per ora tre chimere. Secondo il sindaco di Viterbo Giovanni Arena anticipare il ritorno alla didattica in presenza al 9 dicembre sarebbe una forzatura: “E’ la logica che ci suggerisce di rinviare tutto a gennaio, anche perché con la sospensione delle lezioni in presenza i risultati li abbiamo visti: i ragazzi delle superiori contagiati oggi sono solo 53 su seimila, mentre nelle scuole dell’obbligo 55 su cinquemila. Parliamo dello 0,0%. Aspettiamo gennaio, vediamo i numeri e decidiamo”. Arena non nasconde però qualche preoccupazione per l’andamento dei contagi a Viterbo degli ultimi giorni: il rapporto tra nuovi positivi e guariti sta peggiorando: mercoledì avevamo 12 contagi e 155 guarigioni, oggi (ieri) siamo a 30 positivi. Anche per il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi il rientro anticipato è un non-sense: “Al netto dei sabati e delle domeniche, parliamo di una manciata di giorni. A che pro? Nella nostra città la chiusura delle scuole ha riportato un po’ di serenità, non vanifichiamo il lavoro”. Giulivi, d’intesa con la Asl, ha organizzato per i prossimi giorni uno screening con tamponi rapidi degli alunni di tutte le scuole, ovviamente su base volontaria. Meno netta la posizione di Luca Giampieri, sindaco di Civita Castellana, che intanto riaprirà le scuole medie sul territorio allo scadere della sua ordinanza (3 dicembre). “Sulle superiori valuteremo con gli organi sovra-comunali - dice -. La situazione al momento è sotto controllo, i contagiati si stanno negativizzando. Certo, resta il problema trasporti. Ricominciare a gennaio, scavallando le feste, non sarebbe la fine del mondo". Ma magari sarebbe la fine della Azzolina.