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Lavori pubblici paralizzati dalla burocrazia e dallo smart working

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Si fanno sempre più lunghi i tempi della burocrazia, a dispetto ma anche a causa dell’emergenza Covid, e i lavori pubblici a Viterbo vanno avanti al rallentatore. Ne sanno qualcosa a Palazzo dei Priori dove per veder partire un cantiere si attendono ormai le classiche calende greche. 
Lo ammettono gli stessi amministratori comunali: “La burocrazia ha sempre fatto da padrona nella pubblica amministrazione, e quest’anno il virus maledetto ha fortemente contribuito ad allungare i tempi”, ha scritto qualche giorno fa su Facebook Elpidio Micci, assessore con delega ai Lavori pubblici nelle frazioni, secondo il quale è “veramente troppo” dover aspettare dieci mesi “da quando è stata espletata la gara d’appalto” per veder iniziare i tanto annunciati interventi di asfaltatura negli ex comuni. Quelli nella “sua” Grotte Santo Stefano peraltro sono gli ultimi a partire, e il perché lo spiega lo stesso Micci: “Per evitare che qualche intelligentone strumentalizzasse il fatto che il sottoscritto vive orgogliosamente in questo paese”.

Da lunedì scorso sono ripresi i lavori alla Quercia e a Bagnaia: gli interventi da realizzare, oltre a Grotte, riguardano anche Fastello, Sant’Angelo e Montecalvello.
Quello dei lavori pubblici, come spiega il sindaco Giovanni Arena, è in questo periodo il settore maggiormente in sofferenza: da un lato per lo smart working (attualmente il cinquanta per cento dei dipendenti di Palazzo dei Priori lavora da casa), per le sanificazioni e le quarantene (un dipendente strategico nei giorni scorsi è risultato positivo); dall’altro perché con il maxi-emendamento al bilancio la lista degli interventi da realizzare da qui alla fine dell’anno si è allungata e gli uffici non tengono botta. 
“Per questo invito maggioranza e minoranza responsabilmente a non ingolfare ulteriormente la macchina con la variazione di bilancio di prossima approvazione (il termine scade il 30 novembre, ndr) - dice Arena -. Sarà infatti un miracolo se riusciremo a portare a termine le opere già in programma, se ne aggiungiamo altre, che si tratti però soltanto di quelle già progettate e che siano immediatamente cantierabili".