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Morto schiacciato dal portellone di una cisterna. Il datore di lavoro a processo per omicidio colposo

Valeria Terranova
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È ripreso il processo per la morte di Paolo Pinto, un operaio di 40 anni, deceduto sul lavoro il 24 maggio del 2016 a Civita Castellana, schiacciato dal portellone di un’autocisterna. L’uomo è morto sul colpo e a nulla sono serviti i soccorsi che sono intervenuti immediatamente in via Monticelli, presso la sede della ditta specializzata nel trattamento di rifiuti speciali, dove è avvenuta la tragedia. Sul banco degli imputati, l’ex datore di lavoro che deve rispondere di omicidio colposo.

In aula è stato sentito un ingegnere interpellato sul caso dalla Asl e che si è occupato di rilevare le eventuali irregolarità del macchinario. “Il tipo di incidente è stato causato da una serie di circostanze avverse. L’operatore è scivolato perché era salito sulla pedana per pulire meglio e deve aver azionato la leva per sbaglio con il piede. Evidentemente non è riuscito a ritrarsi in tempo – ha spiegato l’esperto -, tuttavia non c’è una regolamentazione che vieta agli operatori di salire sulle pedane per agevolare le manovre durante la pulitura o protocolli sulla procedura da rispettare. Purtroppo si è trattato di un maldestro azionamento della leva”.