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Donetti in Consiglio comunale: "Covid, i più contagiati sono i giovani"

Massimiliano Conti
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Abbiamo tanti contagiati perché facciamo tanti tamponi. Se poi c’è un problema di comportamenti, i controlli non spettano alla Asl ma ai comuni e alle forze di polizia. E’ il succo dell’informativa compiuta ieri pomeriggio in consiglio comunale dal direttore generale della Asl Daniela Donetti, che, incalzata dalla consigliera dem Luisa Ciambella, sul cruciale indice Rt, quello che misura la capacità di replicazione del virus e che finora a Viterbo è rimasto più misterioso del terzo segreto di Fatima, ha svicolato: “E’ un dato complesso”. Il mistero rimane. Così come rimane un mistero, ma nemmeno tanto, il tentativo del consigliere civico Giacomo Barelli (ma non solo suo) di impedire alla Donetti, richiamandosi al regolamento, di fornire i chiarimenti richiesti dalla stessa Ciambella, trasformando il consiglio nella solita gazzarra, tanto da costringere il presidente Stefano Evangelista a scusarsi con la manager Asl per “l’indegno teatrino”. Un teatrino che poi ha avuto un altrettanto indegno coronamento con un “coglione”, saltato fuori dal microfono aperto di non si sa quale consigliere, e non si sa nemmeno rivolto a chi. Per il resto l’informativa della Donetti è stata di natura tecnica. Sui dati epidemiologi si è soffermata in particolare la dottoressa Angelina Brustolin, responsabile del dipartimento di prevenzione, che, grafico alla mano, ha sottolineato come l’andamento dei contagi in provincia di Viterbo, che nei giorni scorsi è parso ai più fuori controllo (nella mappa del Fatto quotidiano la Tuscia era al nono posto tra le province più contagiate d'Italia), sia in realtà in linea con il dato regionale e nazionale. Sul numero di tamponi la Donetti ha provato a rassicurare la Ciambella, la quale poco prima aveva presentato il conto della serva: se a livello nazionale la media quotidiana si aggira intono ai 250 mila test, Belcolle, in base alla popolazione, dovrebbe svolgerne almeno 1.200 al giorno, quando invece il numero non supera le 700-800 unità, comprendendo però nel novero anche i test antigenici effettuati dalle strutture private. “Come Asl abbiamo la capacità di processare 900-1.000 tamponi al giorno - ha ribattuto il direttore generale - . Se nei numeri che forniamo quotidianamente ne vedete di meno è perché oggi ci sono molti più tamponi antigenici”. Non si capisce perché gli unici dovrebbero limitare gli altri, se è vero come dice la manager che il laboratorio di genetica molecolare ha capacità superiori e che nel Viterbese si trovano molti contagi perché si fanno molti tamponi. Ma tant’è. Tra i dati illustrati, da segnalare quelli relativi alle fasce anagrafiche più colpite e alle scuole: al contrario della prima ondata oggi i più contagiati sono i giovani (l’età media è 44 anni contro i 53 di marzo-aprile). Il che fa supporre che le scuole abbiano giocato un grosso ruolo nella seconda ondata: 942 gli infettati totali tra alunni e docenti: il 55% alle superiori, il 7% alle medie, il 12% all’infanzia e il 26% primaria. Più in generale, dopo l’esplosione registrata a ottobre, negli ultimi giorni la curva epidemiologica viterbese si sta appiattendo, come ha rimarcato il sindaco Arena, in linea con i dati nazionali. “A livello ospedaliero questa seconda fase dell’emergenza è stata affrontata benissimo”, ha sentenziato il consigliere e cardiologo di Belcolle Francesco Serra, secondo cui i limiti starebbero tutti nell'assistenza domiciliare.