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Giovane alla sbarra per violenza sessuale, la ex: "Mi minacciava per stare con lui"

Valeria Terranova
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Nuova udienza per il processo a carico di un giovane di Vetralla, accusato di violenza sessuale, lesioni e maltrattamenti in famiglia. La vittima, costituitasi parte civile al processo, insieme all’associazione Erinna, ha testimoniato ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei. I due avrebbero convissuto per un breve periodo tra alti e bassi dal dicembre 2013 e il marzo dell’anno dopo. 
“Il mio ex mi ha detto più volte che se non fossi andata a vivere con lui avrebbe ucciso me e tutti i membri della mia famiglia. Era geloso e pensava solo al sesso. Spesso litigavamo perché quando tornavo dal lavoro lui pensava che fossi andata a letto con altri uomini. Una volta, la vigilia di Natale del 2013, voleva costringermi ad avere un rapporto e, quando gli ho detto che non me la sentivo, ha spaccato tutto – ha raccontato la ragazza -, mi ha preso a calci, dicendomi che godeva nel vedermi soffrire dopo avermi menato. Io avevo le mani tumefatte perché cercavo di difendermi, ma non sono mai andata al pronto soccorso perché avevo paura che potesse uccidermi”.
La donna, madre di un bambino piccolo, ha continuato il suo racconto riferendosi a un altro episodio di violenza accaduto il 12 gennaio del 2014 “Quando sono uscita dal lavoro, prima di raggiungerlo, ho deciso di passare a casa dei miei genitori e l’ho chiamato per dirgli che avrei ritardato. Ma una volta arrivata a casa sua era arrabbiato e ha iniziato a menarmi e minacciarmi. Si è fermato solo quando è tornata la nonna con cui vive; mi disse di non fiatare e di non dire nulla dell’accaduto”. 
In seguito è stata sentita anche la madre della ragazza che ha riferito di aver percepito che in quella relazione ci fosse qualcosa di strano: “È stata un’amica di mia figlia a convincerla di rivelare tutto a me e a mio marito. Non l’ho mai accompagnata al pronto soccorso perché non potevo obbligarla. Eravamo preoccupati perché lei e il bimbo erano andati a stare da lui. Fino a quando il 4 marzo del 2014 è riuscita a mandarmi un sms dal cellulare con un messaggio in codice e allora abbiamo chiesto aiuto ai carabinieri che sono intervenuti”. 
Durante la prima udienza, lo scorso ottobre, è stato sentito anche il padre della ragazza, il quale ha riferito di aver notato contusioni ed ematomi su una gamba e sul petto della figlia. La prossima udienza è stata fissata il 13 aprile, nel corso della quale verranno ascoltati 4 testimoni della difesa.