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Contagi fuori controllo a Viterbo, oggi la relazione del direttore generale Asl

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Cosa non ha funzionato nella Tuscia dal punto di vista sanitario? Cosa continua a non funzionare? Sono queste le domande che i viterbesi rivolgerebbero, se potessero, al direttore generale della Asl, Daniela Donetti, che domani parteciperà al Consiglio comunale straordinario convocato dai capigruppo per fare il punto sulla situazione epidemica nella provincia. La Donetti non risponderà all’impronta: i consiglieri sono tenuti infatti a far conoscere prima i temi su cui intendono avere chiarimenti: “Sarà un’informativa”, spiega il sindaco Arena, che non vuole dibattiti o polemiche. 
Senza voler dare suggerimenti a consiglieri che sanno fare benissimo il loro lavoro, di domande che attendono una risposta ce ne sono in verità parecchie. La prima riguarda sicuramente il numero esorbitante dei contagi di questa seconda ondata: perché nel Viterbese è così alto rispetto agli abitanti, soprattutto se paragonato alle altre province del Lazio meridionale e a una metropoli come Roma, dove le occasioni di assembramento sono molto più alte? In totale, a ieri, i contagiati in provincia di Viterbo dall’inizio della pandemia sono stati 6.146, pari quasi al 2% dell’intera popolazione, contro l’1,2% a livello regionale. 
Da giorni inoltre non si parla più del famoso indice Rt, quello che misura la capacità di replicazione del virus. A fine ottobre nel capoluogo aveva superato quota 2, vale a dire che ogni persona contagiata era in grado di infettarne due. E’ possibile sapere oggi ufficialmente quanto misura questo indice? E tutti gli altri 15, quelli da cui dipende il colore delle regioni? Il Lazio è rimasta ormai una specie di enclave gialla circondata da regioni arancioni o rosse. Al di là dei dubbi sollevati in questi giorni da diversi quotidiani nazionali sui dati comunicati dalla Regione, Viterbo di che colore è? Non sarebbe meglio se si accompagnasse l’asettico bollettino quotidiano su positivi e contagiati con dei dati in più? Quella di domani potrebbe essere l’occasione per fornire qualcuno di questi dati. 
Ci sarebbe da chiarire anche perché gli adeguamenti e gli ampliamenti dei posti letto non sono stati compiuti quest’estate, quando era chiaro a tutti che ci sarebbe stata una seconda ondata, forse ancora più violenta della prima. E ancora: cosa significa che oggi si è deciso di adeguare i pronto soccorso di Acquapendente e degli ospedali periferici nominando un responsabile? Che finora questi reparti strategici, soprattutto in tempi di pandemia, non erano adeguati? E che tempi ci sono per vedere gli interventi conclusi? A Belcolle torna poi la palazzina Covid con 152 posti letto per i pazienti positivi. Perché partire soltanto ora?
Anche il laboratorio di genetica che processa i tamponi molecolari sta mostrando la corda: la capacità giornaliera si aggira intorno ai 700 test, considerando nel computo però anche gli antigenici effettuati dalle strutture private, quando ne servirebbero almeno il doppio. Peraltro, va ricordato come il laboratorio era stato attivato durante il primo lockdown dopo molte proteste (vedi l’allora capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Luisa Ciambella). Non sarebbe forse ora necessario potenziarne l’attività, tenendo conto del fatto che i test antigenici hanno un’attendibilità piuttosto limitata (si parla di circa il 30% di falsi negativi)?
Pure la gestione delle quarantene, a cominciare da quelle scolastiche, con tamponi che già vengono eseguiti in ritardo e che poi richiedono diversi altri giorni prima di essere processati, ha mostrato in queste settimane tutti i suoi limiti. Ultima ma certamente non ultima, la drammatica solitudine in cui si ritrovano a vivere i pazienti Covid, sia quelli ricoverati a Belcolle sia quelli in isolamento domiciliare, con quest’ultimi costretti a barcamenarsi tra numeri verdi ai quali non risponde nessuno, medici di base che non visitano a domicilio e tamponi di fine quarantena che si fanno attendere più di Godot. 
Anche su questo sarebbe il caso che domani Daniela Donetti dicesse almeno una parola.