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Covid, più tamponi per scoprire gli asintomatici

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La provincia di Viterbo, come emerge ormai da un mese, continua a essere il territorio del Lazio dove il contagio corre più forte. Lo dimostra il numero dei positivi (ieri 156), accertati quotidianamente dalla Asl, se messo in relazione alla popolazione residente. Il perché di questo poco invidiabile primato non è di univoca interpretazione, sebbene è di tutta evidenza che ci sono state falle (come in tutta Italia, ma qui evidentemente più che altrove) nel sistema di tracciamento, in particolare degli asintomatici, che hanno portato, come ultima conseguenza, la libera circolazione (vedi scuole) di numerosi positivi che sarebbero dovuti invece restarsene a casa. Dalla Asl si apprende, tuttavia, che la curva negli ultimi dieci giorni si sarebbe appiattita, ovvero i contagiati restano sì tanti, troppi, ma, rispetto ai picchi già registrati, non crescono ulteriormente. 
Al riguardo, negli ultimi giorni, all’interno del bollettino quotidiano diffuso dall’azienda sanitaria, balza agli occhi la diminuzione dei tamponi eseguiti, il che, visto che il numero dei contagi non scende, può far pensare a un peggioramento della situazione. Non è così, chiariscono dalla Asl, poiché - spiegano - il numero dei positivi va messo in relazione, non ai tamponi eseguiti direttamente dalla Asl (quelli indicati nel bollettino), ma a tutti i tamponi effettuati sul territorio provinciale anche dalle strutture private accreditate e che poi vengono processati dal laboratorio di genetica molecolare di Belcolle, l’unico abilitato dalla Regione. In altre parole, posto che il laboratorio non può analizzare più di 700 tamponi al giorno, sono diminuiti i tamponi fatti dalla Asl perché sono aumentati quelli che arrivano dai privati. Tra gli uni e gli altri si arriva così, sempre e comunque, a 700.
C’è dunque un problema di capacità produttiva del laboratorio, che sicuramente, per evitare problemi nei tracciamenti, nei mesi scorsi andava implementata. Così non è stato, si è perso tempo, forse per colpa anche della Regione, fatto sta che il sistema di monitoraggio e tracciamento ha risentito senz’altro di questa carenza e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. In ogni caso, assicura la Asl, adesso si sta lavorando in questa direzione per far in modo che da dicembre le cosi cambino. In particolare, al momento nel laboratorio lavorano 4 biologi e 4 tecnici dalle 8 della mattina a mezzanotte (in alcuni giorni, per evadere tutte le richieste, sono stati anche svolti turni notturni), da dicembre invece si conta di coprire l’intero arco delle 24 ore. Sono infatti in formazione, in questi giorni, ulteriori 5 tecnici, più 2 biologi e un medico. 
Ricapitolando: i casi di positività fanno riferimento, non ai tamponi eseguiti in prima persona dalla Asl, ma ai campioni processati dal laboratorio di Genetica molecolare, che, nota la Asl, “nella prima fase dell’emergenza, si attestavano su un numero di circa 250 tamponi refertati al giorno, contro i circa 700 che vengono processati ora”. “Inoltre - conclude l’azienda - nel computo dei campioni lavorati dal laboratorio e, conseguentemente, del numero dei positivi comunicati dall’azienda, vanno ricompresi anche i tamponi standard inviati dalle strutture private autorizzate dalla Regione, a seguito di un referto di positività al test antigenico, nel rispetto delle linee guida ministeriali e della stessa Regione”. Tutto ciò detto, resta però il fatto che il laboratorio di analisi molecolare, per avere un tracciamento puntuale anche in queste settimane, necessitava di un potenziamento già da settembre/ottobre.