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Coronavirus, test veloci nelle scuole di Acquapendente. Ma non tututte le famiglie collaborano

Coronavirus tamponi

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Giovedì 12 novembre, su iniziativa del Comune di Acquapendente, sono stati svolti due monitoraggi nelle scuole. Uno, la mattina, per le medie e l’altro, nel pomeriggio, per gli alunni della II A della scuola dell’infanzia, che al momento si trova in quarantena.

Alle medie, su un totale di 124 alunni iscritti, 89 quelli che si sono sottoposti al tampone rapido. Di essi, solo 2 hanno dato un riscontro positivo, evidenziando, però, una bassa carica virale. Tutti i tamponi effettuati al personale docente e Ata hanno dato, invece, esito negativo. Per quanto riguarda la II A, su un totale di 18 bambini, solo 10 si sono sottoposti al test rapido. Tutti i referti sono negativi.

“Stiamo cercando - dice l’amministrazione, che ringrazia le famiglie che hanno deciso di aderire all’iniziativa (che era volontaria) - di mettere in campo diverse iniziative per fronteggiare l’emergenza: questi dati ci fanno ben sperare”. “Oggi - ancora il Comune, rivolto alle famiglie interessate - con il vostro esempio, mostrando attenzione verso la tutela di tutta la comunità, avete dato dimostrazione di cittadinanza attiva e di rispetto del bene comune”.

Va detto, in effetti, come sottolinea in una lettera aperta Giordano Sugaroni, che purtroppo alcune famiglie con studenti in età minore si sono rifiutate di collaborare con la Asl e il Comune: “Seppure la percentuale di chi ha aderito non è male, è giusto ed opportuno - fa notare - che si sappia che esistono realtà restie a dare il giusto peso e la giusta importanza al problema dei contagi. Su 124 alunni della scuola media, in 89 hanno risposto positivamente alla richiesta di effettuare il test. Una percentuale del 71.7%. Le altre famiglie, il 28.3%, non hanno voluto autorizzare i propri figli (35 in totale) ad effettuare un controllo che avrebbe contribuito a valutare più serenamente, e con meno paura da parte di tutti, questa fase di complicata e complessa fase epidemiologica. Lo stesso discorso - conclude Sugaroni - vale per la classe della scuola dell’infanzia che si trova in quarantena. Il 55.5% delle famiglie degli alunni che hanno aderito all’iniziativa (10 su 18), si domandano perché il restante 44.5% (8 su 18) ha preferito far finta di nulla. Dando così un cattivo esempio che non fa bene a nessuno”.