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Coronavirus, Consiglio comunale straordinario a Viterbo. Il capogruppo Pd Alvaro Ricci è contrario

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Un Consiglio comunale straordinario sul Covid. Per fare il punto sui contagi, che, per numero, accumunano Viterbo alle città più infettate d’Italia, e per ascoltare dalla direttrice generale della Asl, Daniela Donetti, quali sono le misure adottate per arginare la piena che sta travolgendo la Tuscia. Il sindaco Giovanni Arena lo chiederà oggi 12 novembre. Con lui sono d’accordo quasi tutti in maggioranza, ad eccezione di Giulio Marini. Colpisce invece la contrarietà di alcuni rappresentanti della minoranza, in particolare del nuovo capogruppo del Pd, Alvaro Ricci, che ha liquidato l’iniziativa come una perdita di tempo.

Ora, posto che non sfugge a nessuno l’appartenenza politica di Ricci al partito della Regione, come non sfugge che il Consiglio di tempo ne perde spesso tanto per dibattere di cavilli, procedure e temi di teoria politica che lo stesso Ricci solleva per mostrare le sue presunte doti amministrative, non si capisce cosa ci sia di male nell’affrontare un tema così centrale per la pubblica incolumità. Tanto più se si considera che finora, nella giornaliera giostra dei dati contenuti nei bollettini, mai l’ente locale si è fatto promotore di iniziative volte ad indirizzare le politiche sanitarie, né sono state poste a verifiche le cose fatte, o non fatte, per fronteggiare l’epidemia.

Che la provincia di Viterbo sia una delle più contagiate d’Italia è un dato di fatto, come riportato dallo stesso Zingaretti nella recente delibera sulle ulteriori misure da applicare nel Lazio per arginare l’epidemia. Ma come si è arrivati a ciò? Ci sono state falle nel sistema di monitoraggio e isolamento? E infine: cosa si intende fare per affrontare l’inverno? Sono tutte domande che meritano risposta e sulle quali il capogruppo del Pd non può far finta di nulla.

Tra l’altro, non dovrebbe sfuggire a Ricci che è stato, due giorni fa, lo stesso partito del ministro Speranza, Articolo 1, tramite il segretario regionale, Riccardo Agostini, e quello provinciale, Patrizia Berlenghini, a richiamare l’attenzione “sulla necessità di intervenire”. “Siamo davvero preoccupati - hanno detto - per l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo a Viterbo. Qui esiste una zona rossa che preoccupa i medici, gli infermieri e tutto il sistema ospedaliero e assistenziale che vive giorni di grande difficoltà. Si moltiplicano gli appelli degli operatori sanitari per avere mezzi di protezione e strumenti adeguati. Sollecitazioni che non devono rimanere inascoltate. Ci sarà tempo per capire le cause profonde di questo boom di contagi: chiusure di ospedali, poche risorse, probabilmente destinate male, strutture inidonee ad effettuare analisi. Ma ora la macchina del soccorso e della prevenzione deve marciare spedita. Facciamo appello all’assessore alla sanità D’Amato, alla direttrice Asl Donetti e ai sindaci perché intervengano con tracciamenti adeguati per spegnere i focolai”.