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Coronavirus, il grido d'allarme delle ceramiche di Civita Castellana: Secondo lockdown ci costringerebbe a chiudere

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Civita Castellana, il lockdown spaventa le ceramiche. L’emergenza della pandemia sta prospettando l’ipotesi di una nuova chiusura generale a partire dal 15 novembre. La possibilità di una nuova, grande serrata, anche nella regione Lazio, spaventa tutti gli operatori economici e produttivi locali.

“Qualora il Governo Conte dovesse prendere la decisione di un secondo lockdown generale - spiega Gianni Calisti, presidente provinciale della Federlazio - gli effetti sarebbero davvero devastanti per il nostro territorio. Sono convinto che parecchie aziende di ceramica del nostro distretto industriale, già fortemente provate dal primo lockdown, per non dire sopravvissute, sarebbero costrette a chiudere per sempre. E’ una malaugurata ipotesi che non ci possiamo assolutamente permettere. Ci sarebbero danni economici e occupazionali pesantissimi. La chiusura delle aziende di ceramica, ma anche di altre attività produttive e commerciali, coinvolgerebbe negativamente anche un indotto enorme e capillare che sarà molto complicato poter ricostruire poi in futuro”.

Secondo lei è veramente indispensabile in questo momento chiudere le aziende?

“Penso che il problema della diffusione del contagio non dipenda dalla fabbriche. All’interno delle aziende sono state messe in atto e funzionano con efficacia tutte le prescrizioni relative all’igiene e alla sicurezza imposte qualche mese fa dal Governo. Lo stesso vale per altre attività produttive e commerciali. Il virus non sta dentro alle aziende o dentro ai ristoranti. Il virus, come ormai è stato assodato e verificato, si diffonde dove esistono gli assembramenti indiscriminati. Mi riferisco in particolar modo ai trasporti sugli autobus, soprattutto quelli scolastici, ai treni e alle metropolitane delle grandi città. Nei paesi di provincia non esistono grossi problemi, se si rispettano le tre norme basilari della costante pulizia delle mani, dell’uso della mascherina e del distanziamento tra le persone”.

Quale messaggio la Federlazio può e vuole rivolgere al Governo?

“Il Governo non deve commettere sbagli sul mondo produttivo. E’ chiamato a valutare attentamente e responsabilmente le proprie azioni. In secondo luogo deve risarcire concretamente tutte le realtà economiche che ha temporaneamente chiuso o ridotto. Risarcire vuol dire rimborsare quanto perso e non dare una elemosina che non serve a nulla per evitare possibili e nefasti fallimenti e la crisi di tante famiglie”.