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Coronavirus, il sindaco Arena: "Consiglio straordinario sull'emergenza". Ipotesi data, il 23 novembre

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L’emergenza Coronavirus che vede Viterbo e la sua provincia con l’indice di contagio più alto del Lazio sarà al centro di un consiglio comunale straordinario di prossima convocazione. A rompere gli indugi martedì 10 novembre in tarda mattinata il sindaco Arena. “Era una decisione che stavo valutando. Sentirò il direttore generale della Asl e, appena avrò la sua disponibilità, lo faremo. Sarà un'occasione per analizzare insieme agli esperti i dati e per capire la prospettiva verso la quale ci muoviamo, anche se la situazione appare più tranquilla: oggi (ieri per chi legge) 27 nuovi casi. Bene anche le scuole, oltre al calo dei positivi registriamo diversi guariti. Certo, non bisogna abbassare la guardia”, spiega il primo cittadino.

Trovare una data non sarà facile. Il calendario del Consiglio è già tutto occupato: da domani fino al 3 febbraio sono previste 5 sedute ordinarie. Salvo impedimenti da parte di Donetti, l’unica disponibile sembra quella del 23 novembre, giorno in cui è previsto il Consiglio straordinario sui lavori pubblici, che a questo punto potrebbe saltare per cause di forza maggiore. “Inoltre – aggiunge Arena - a quella seduta non potrà partecipare il dirigente del settore, l’architetto Massimo Gai, che è impegnato in un esame. Vediamo se i capigruppo sono d’accordo a uno spostamento”.

Intanto, la decisione di un consiglio straordinario sul Covid ha trovato il sostegno della Lega. “Siamo favorevolissimi – ha detto il capogruppo Micci -, purché in accordo con le autorità sanitarie, per non distogliere in un momento così complesso medici e responsabili Asl dal lavoro sul campo”. Poco prima di pranzo c’è stata poi una telefonata con Arena: “Il sindaco aveva già fatto le proprie valutazioni e ci siamo trovati in totale sintonia sull’argomento”. La Lega era stata la promotrice del primo consiglio straordinario sul virus, quando sembrava che il problema riguardasse solo la Cina. Micci ci tiene a ricordarlo: “Era il 27 gennaio quando presentammo la richiesta, fummo quasi derisi. Allora si trattò di una informativa generale su cosa è il Coronavirus, oggi invece bisognerebbe focalizzarsi sulla situazione in città”.

Prima che parlasse Arena, si diceva contrario invece Giulio Marini, capogruppo del partito del sindaco: “Io non firmerei per un Consiglio straordinario. C’è il rischio che la seduta si trasformi in una passerella politica. Non è questo invece il momento delle polemiche. Il Consiglio comunale deve pensare ai cittadini in difficoltà. Per la sanità ci sono le autorità preposte”.

“In linea generale il Pd non si sottrae mai al confronto - dice il capogruppo Alvaro Ricci, anche lui pronunciatosi prima delle dichiarazioni di Arena -. Ma guai ad andare in cerca di capri espiatori o a scadere in squallide e becere liti politiche. La politica deve dare segno di grande compattezza, per evitare qualsiasi tipo di speculazione. Invece rispetto alla prima ondata, vedo meno solidarietà”. E sulla polemica sul numero dei tamponi aggiunge: “Se ne possono fare di più? Forse. Ma bisogna essere pure nelle condizioni di processarli in tempi rapidi, altrimenti si rischia di alimentare l’incertezza tra la gente”.

“A che serve un nuovo consiglio sul Covid se la maggioranza non ha ancora rispetto gli impegni assunti a seguito del primo?”, taglia corto il capogruppo M5s Massimo Erbetti.